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venerdì 13 novembre 2015

11x200mt speciali

Quando ci si sente bene, si è convinti e si spinge senza sentirsi esauriti alla fine, allora si che la follia della passione raggiunge l'apice.
Il quadro è stato dipinto e serenamente osservato da tutte le prospettive.
Lo stimolo anareobico che cercavo, l'ho trovato!

Dall'inizio alla fine è stato un divertimento unico, sentire il brivido dell'under 3:00 al k, una sensazione unica, dura poco ma è unica, con le boston mi sembrava di volare, sono veramente speciali.
Se poi si vedono dei grafici così, cosa si vuole di più?????
FCmax sempre in crescendo, cadenza sopra i 180, spettacolo, che altro dire.
Domani corsa blanda rigenerante nel bosco, sabato sarà LA prova tosta, 5-4-3-2-1 senza recuperi, in crescendo da zona 3 a zona 5.
Buona notte a tutti!!!!

mercoledì 7 ottobre 2015

Adidas Adizero Boston Boost in offroad?? Segmenti per la testa

Tempo fa avevo parlato dei segmenti introdotti da garmin, ma li ho lasciati lentamente perdere, perchè gestiti male!
Poi da quando garmin ha "sposato" STRAVA e dunque ha reso gratis nella versione base, la possibilità di caricare automaticamente i percorsi, una volta caricati nel server garmin, ho ricominciato ad annusare strava.
Grazie anche ai Summano Cobras che hanno introdotto e pubblicizzato il segmento Maistrack, ho preso mano con la gestione ed ora sono arrivato alla "patologia da segmento".
Il succo di questo concetto è il puro divertimento nello sfidare un crono da un punto ad un'altro punto.
Tu lo puoi definire, quando uno lo attraverserà, il crono da lui fatto lo farà entrare in classifica, oppure senza saperlo tu puoi passare per un segmento creato da un'altro e dunque entrare nella sua classifica.
Anzi, con l'app di strava installata sullo smartphone, quando ti muovi verso una zona, ti vengono mostrati i segmenti esistenti e dunque li puoi sfidare.
Capita cosa può scatenare questo meccanismo in un cervello agonistico, pieno di tempi e classifiche come il mio, e come quello di altri milioni patologici come me?
In me scatena PURO DIVERTIMENTO!!!! sempre restando fondamentali i principi dei crono base dell'atletica in piano e pista, questo è DIVERTIRSI A SFIDARE quando sen ne ha la voglia chiaramente!!!!
Da vent'anni fa, quando scrivevo i tempi su un quaderno, dovendo ricordare i punti precisi di partenza e arrivo, in cui si doveva rigorosamente premere il cronometro, siamo passati al GPS alla portata di tutti.
Dunque alla possibilità di caricare i percorsi su un server e poterli rivedere e ordinare per crono o velocità.
Ma per vedere i miglioramenti su un certo percorso, io dovevo nominarli sempre allo stesso modo, che scatole......
Ora, uno volta che hai fissato il punto di partenza e arrivo, non devi fare altro che creare il segmento.
Ogni volta che lo attraverserai, strava ti colleziona le corse fatte in precedenza sul medesimo tracciato, stilando oltre alla cronologia, un grafico come quello seguente
vi rendete conto???? Io impazzisco nel vedere una cosa del genere, scusate ma questa è il nirvana del trail runner.
Dopo qualche minuto il caricamento dei tracciati sul garmin, questi vengono caricati su strava, e ti arriva la notifica del caricamento avvenuto, dei PB migliorati, oltre al miglioramento in classifica su altri segmenti.

Bè da qualche settimana mi sto divertendo a creare segmenti su un pò tutti i miei "CLASSICI" percorsi o ripetute in salita.
Li ho migliorati tutti, non ultimo quello di oggi sulla salveregina.
PB che resisteva dal 2011!!!!, spolverato la settimana scorsa ma oggi doveva essere una vera spazzolata.
Le condizioni c'erano, forma, potenza, clima fresco, e mi sono lanciato. 
Bè in realtà non avevo solo in mente migliorare ulteriormente il PB, ma migliorare il crono fatto da Enzo Pavanello, il quale ha ottimi tempi sui 10k(36:59), nonchè sulla mezza(1:21:14).
Lui ha creato due segmenti più corti sul percorso da me attraversato, nella parte iniziale da 5min e centrale da 7min circa.
Il mio parte dall'inizio della salveregina, fino al punto  più alto della pineta, o quasi.


Sono partito, non convinto di dare il massimo ma comunque di tenere un ritmo quasi massimale.
Media da tenere almeno 5:19, ma non guardo più il garmin da un certo momento in poi, come accade spesso, mi concentro sulla corsa, e nulla più esiste intorno a me, se non il mio respiro e la natura che mi circonda.
Divento un tutt'uno con essa e non ci sono più per nessuno.
Mi sento molto bene, ho voluto provare le adizero boston boost, e le sto trovando perfette.
Per i percorso in salita e discesa, con sterrato a sconnessione minima, rimangono dei gioielli da velocità.
L'eva presente sulla parte anteriore, stabilizza e rilancia il gesto della corsa.
Le energy boost hanno  tutto boost, maggiore differenziale, pianta ben più larga.
                                                            

La differenza è ben evidente
Le energy sono dei cuscini adatti a ritmi medio lenti e lunghe distanza, che non deludono ad alte velocità, ma sono ben distanti dalla resa della linea adizero.
Caspita che scarpe queste boston boost, ammetto che esigono precisione e attenzione, la calzata è molto stretta e non ci sono storie, si deve essere sicuri nella sequenza degli appoggi, ma donano una efficenza di falcata inequagliabile.
Le dynafit sono speciali per ambienti estremamente rocky, sconnessi e con sassi grossi, percorsi che non potrei immaginare di affrontare con delle A2/A3.
ma osservate comunque che signora pianta stretta hanno, ancora di più delle adizero, e confermo che nella realtà è così! 
La loro caratteristica principale è difendere a dovere piede e pianta e mordere il terreno con i loro artigli

ma oggi serviva responsività, e le adizero sono state le elette!
Alla fine voto 10!
Tornando alla sfida, termino il mio segmento alla media dei 5:18, dunque teoricamente 1 sec in meno, fatto sta che lui ha tenuto i 5:19 sui tratti più ripidi, dove io ho tenuto i 5:20, morale, sui due suoi crono sono in ritardo di 3 sec........ai ai ai ai.
Quando sono a casa e vedo la classifica di strava, mi faccio una mega risata e penso che ho ancora un lavoretto da svolgere nelle prossime settimane.
E' vero che lui ha fatto il mio percorso in due tratti disgiunti  e la cui somma fanno 2/3 del mio, ma per me non ci sono attenuanti, ovvero, obbiettivo fallito, ah ah ah.
Il grafico della frequenza cardiaca mi piace molto in quanto noto che sono riuscito a dare gas per gradi, ma sempre in crescendo fino alla fine

Ho poi "cavalcato" il medesimo percorso in discesa alla massima velocità, con l'intenzione di creare su questo percorso un segmento, le adizero mi hanno aiutato, e altro che aiutato, ma anche qui attenzione e concentrazione, perchè scendere a 3:30 su sterrato, con ultimo k a 31:18!!!, vuol dire possibilità di girarsi la caviglia ad ogni appoggio.

Tutto è andato bene e non ho nemmeno sofferto tanto, qui il boost fa tutto il suo effetto, con le dynafit non mi sarei potuto permettere una tale velocità senza particolari fastidi.
Il prossimo segmento che tenterò di migliorare ora, sarà quello dalla casa degli alpini di malo, alla chiesa di San Valentino.
Crono 20:01, obbiettivo scendere sotto i 20min, e non sarà facile, per niente!!!!
Sabato mattina ore 8:00 pronti alla sfida, intanto in questi giorni defatichiamo, o almeno ci proviamo! 

domenica 22 marzo 2015

Stravicenza 2015

Rosicchiare sembra una mia caratteristica, e forse proprio lo è!
38'18", pelati 19sec al tempo dell'anno scorso, e a 2 sec dal mio pb di 38'16".
Tentativo under 38 fallito, ma ho corso bene e secondo le attese fino al 6k.
Si parte con 7° e un diluvio di acqua in crescendo.
Bagarre iniziale dovuta al gran numero di persone,


pavet molto sconnesso, fondo bagnato, ma fino al 5k le sensazioni sono state perfette.
Corsa fluida e spinta energica, senza forzare ho tenuto la media voluta, al quinto il primo jolly perso, un 3:59 dovuto al ghiaino e fondo a tratti fangoso del parco querini, inevitabile.
Usciti ho ripreso una media decente, ma ho cominciato  a perdere elasticità nell'azione e me ne sono reso conto, 3:51.
Discesone verso piazza matteotti durante il quale intravedo un 3:45 incoraggiante, ma  poi la solita salita che blocca le gambe,  poco dopo il lap di un'altro inevitabile 3:58, boccone mandato giù   molto amaro, altro jolly perso.
Si ritorna in pseudo piano, ma il pavet è molto sconnesso, e comunque  sto cominciando a correre male, seduto e senza elasticità, qui mi aspettavo di sgasare, ero a ridosso di compagni che so stare sotto i 38( e che termineranno in 37:30-37:40), ma li vedo andare via lentamente, sono in debito e a canna!
Dopo un 3:52 decoroso, negli ultimi 2k, dove dovrei avere dato il massimo, colleziono un 3:54 e un 3:53 di media, grrrrrr.
Ora analizzo curioso i lap, ma dal 6k in poi non ho più guardato il garmin, come il solito, gli ultimi k presto attenzione alle sensazioni e non voglio condizionamenti esterni.
Però le sensazioni hanno detto la verità, ne più e ne meno.
Peccato per il finale, ma penso che in queste 3 settimane, curando la tenuta di velocità dopo i 5k, alla puro10000 avrò molte chances di abbattare il muro.
Dire che il meteo ha condizionato????? no no, non mi ha dato fastidio se non nel cambiarmi prima e dopo.
Forse, e questo lo ammetto, nelle curve secche, e c'è ne sono state tante, non ho badato a portare a zero la velocità, per paura di scivolare e cadere. Ripartire è sempre stato un pò penoso.
Le Adidas Boston Boost sono state fantastiche, temevo per il grip ma hanno sempre tenuto ottimamente.
La tomaia mi ha sorpreso per il fatto che nonostante la pioggia e le pozzanghere, non si è per niente imbevuta, con le mizuno mi ricordo che ad un certo punto sguazzavo.
Osservandola e analizzandola bene, ed è una delle cose che mi piace di più, si vede che la tomaia è stata progettata per essere comoda, leggera, traspirante, contenitiva al punto giusto nella zona del tallone, il tutto nella misura giusta per avere una tomaia non ingombrante.

Per reattività e tenuta 10 e lode, peccato non siano riuscite a farmi scendere sotto i 38, ma intanto questo strumento è azzeccato, ora affiniamo il resto del motore.

Il serpente XY di continue curve tra edifici, ponti e ghiaino

e quello in Z,  altimetrico!!!

Comunque le sensazione dei primi k sono state fantastiche, sia nell'azione che nella velocità, e senza fare particolare fatica.
La schiera di persone erano tante oggi, a parte il record di presenti, a quota 1200, tra i big, alcuni atleti africani, vedere un Zanatta arrivare quinto fa un pò impressione e rende l'idea del livello presente.
Presente anche il  talento al femminile Francesca Del Buono, che crono ragazzi con un signor 33!
Il nostro fortissimo Benincà 17esimo!!! comunque con un 'onorevole 32:57!
A ruota tutti gli altri, un Poletto tornato ad alti livelli dopo i mesi di stop causa infotunio,
Depretto Giuliano tornato in gran forma, con un'ottimo 35:44, quando vien fuori vien fuori!
Dalla Vecchia Rudy tornato al piano, dopo un periodo di stop  per problemi pubalgici, mia tanto contento anca lu, non sui suoi tempi, ma ciapa e porta casa un 36:12, e grande Rudy!
Sandonà Luca sempre in carico per le gare triathlon, mai contento, ma lo sto abituando a contentarse!!! E' umano anche lui osti!
Insomma gli orsi hanno lasciato bene il segno, anche se non era il loro terreno congeniale.
I rimanenti non menzionati, naturalmente tutti bravi.
La lista sotto sono le prime 2 di 10 pagine degli atleti del squadrone RTZ!!!! con ben 96 partecipanti.

E la prima pagina delle nostre brave donne, con il ritorno della mitica pluri mamma runner Sabrina Castello
Alla prossima sfida, Puro10000 fra 3 settimane!!!!
Sta settimana scarico e verso metà, ritorniamo un pò ai fondamenti, spinta e velocità di base.
Domenica prossima qui a Malo la 10 Miglia Maladense, a cui io non potrò partecipare per impegni.
Altamente consigliata, se potete non mancate!!!




martedì 28 ottobre 2014

L'importanza del recupero e dei giusti strumenti per recuperare-poles running-e per correre-adidas boston boost

Sabato mattina dopo il riscaldamento, non mi sentivo ancora pronto per ripetute lunghe.
Non le avrei fatte bene, dunque è andata per una ladder 2400 di nuovo.
Le ripetute vanno fatte su percorso piano senza tante varizioni altimetriche, se chiaramente l'obbiettivo è una mezza in piano.
Non avevo voglia di stare sul solito circuito del montecio, avevo voglia di viaggiare un pò, e dunque me ne sono andato verso villaverla, certo per il solito circuito, ma in mezzo i campi, al mattino, è una favola.
Stavolta ho indossato le adidas boston boost.
Da quando ho iniziato ad usarle, la sensazione che trasmettono è così piacevole che non riesco più ad indossare nemmeno le wave elixir 3, le quali al confronto sembrano ciabatte....da sette anni che le uso solo per le gare!
Mi permettono di correre appoggiando il piede come mi è naturale farlo, la corsa è fluida, la spinta è ottimale con avampiede o punta a seconda della velocità.
Che siano ripetute brevi o corse più lente, l'azione di corsa è sempre piacevole.
Non ho nessun fastidio alla pianta dei piedi, sul sx ho un leggero sfondamento del metatarso, le mizuno mi sostenevano ma non adattandosi, bensì opponendo resistenza, questo mi ha sempre provocato un certo fastidio, nella mia testa sempre giustificato dal fatto di correre protetto.
Le adidas hanno stravolto questa realtà, corro con la sola  naturalità del movimento,  niente di più, e questo in soli 250gr.
Scarpe neutre, mentre io sono pronatore, ma della pronazione non avverto l'ombra, perchè queste scarpe mi fanno lavorare con avampiede in modo attivo. Solo una parola ECCEZZIONALI!!!!
Solo che ora, da 3 paia di scarpe sono passato ad usarne 1, sia per gare che allenamenti, vedremo quanto dureranno.
La mia idea è comunque di prendere le glide o le energy boost, alla prima grossa occasione. le userò per gli allenamenti.
Le ho provate in negozio, ed è stata netta la sensazione di maggiore protezione e consistenza della scarpa, anche se le boston boost che sto usando, ripeto, non mi danno alcun fastidio.
Ma torniamo alla corsa di sabato, è stato un'allenamento veramente piacevole, con finalmente sensazioni decenti.
Non ho tenuto chissà che media complessiva sui tratti veloci 4:02 , ma sulla parte centrale, più dura, 1.6k-2k-2.4k-2k, sono stato sempre bene sotto i 4:00 ladder_2400_rec_7:10_tot_16k_1h:10_4:29
Ed è quello che mi è piaciuto di più, lo sforzo è stato medio e ben lontano dal massimo.
Ho dovuto e devo continuamente fare i conti con dei polpacci molto contratti, ancora dall'allenamento del sabato prima, non riesco più a liberarmene.
L'asfalto fa pagare un prezzo salato, quando mi alleno per gare trail o vertical durante tutta l'estate, non avverto mai questi problemi.
Cosa curiosa è che questa volta sto soffrendo come non mi è mai successo prima. Son abbastanza convinto che le adidas sollecitino la muscolatura in un modo che prima con le mizuno sollecitavo solo durante le gare.
La muscolatura si sta adattando a questo tipo di scarpa, pur intervallando con giorni di corsa blanda nel bosco, e con molti automassaggi, non riesco però a levarmi sto problema.
Oggi ad esempio mi sembrava che fosse quasi del tutto passato, ma facendo le ripetute sui mille, il fastidio mi è ripartito, fino a trasformarsi in dolore talmente elevato da costringermi a controllare l'andatura per paura di contratture o stiramenti.
Nonostante tutto le ripetute di oggi ripetute5x0.1k_rec_2:00_7:33 non sono andate malaccio, il percorso è stato ostico con parecchi saliscendi. Le sensazioni, a parte i polpacci, mi hanno dato molta fiducia, perchè lo sforzo avvertito non è stato elevato.
Ora mi sento pronto per affrontare le ripetute lunghe che ho programmato per sabato prossimo.
Il programma è 3x3000 a 3:45-3:50 rec 2:45, 2x2000 rec2:30, dunque 4k a ritmo gara ossia 3:55.
Domani intanto scarico nel bosco con paletti, giovedì ripetute aerobiche sui 400mt su percorso offroad, venerdì ancora scarico nel bosco.
Intervallare con le corsa nel bosco e con i paletti, è veramente un toccasana che riequilibria tutta la muscolatura e le articolazioni.
Lo consiglio a tutti vivamente, anche il nordic walking fatto bene è fantastico e consente un recupero ottimale da indolenzimenti e fastidi articolari.
Il 90% della muscolatura parteciperà al movimento, si tonificheranno addominali e la zona core, in compenso verrà annullato buona parte dello stress da impatto sugli arti inferiori,
L'importante è apprendere bene la tecnica e usare gli strumenti adeguati.
Io ho acquistato i paletti dalla Gabel di Rosà, direttamente dal sito.
Questi quelli da me acquisati.
Ce ne sono di tutte le fasce di prezzo, ma con 50 euro l'ottimo acquisto è assicurato.
Fondamentale è che abbiamo lo sgancio rapido dell'impugnatura, cosi detto NCS, in modo da consentire un'eventuale corsa libera con i paletti in mano, nel caso vi siano alcuni tratti corribili del vostro percorso.
Se poi come nel mio caso, insorgono problemi, l'azienda si  dimostrata veramente collaborativa nel risolverli. Della serie, soddisfazione cliente al 100%.
A me sono stati spediti, due  impugnature nuove, blocchetti di sgancio, per risolvere il fatto che l'impugnatura non si agganciava al primo colpo.

Di seguito alcuni video molto esplicativi in merito al poles running





se siete abituati alla corsa libera, all'inizio non sarà naturale apprendere questi movimenti sincronizzati con i bastoncini.
Anzi per molti, la tentazioni di metterli via sarà forte, ma vi assicuro che una volta appresa la tecnica, il piacere e il beneficio vi farà innamorare di questa disciplina, fino al punto di non farla mai mancare almeno un paio di volte alla settimana!
Se poi avete intenzione di partecipare a qualche gara vertical o comunque di pura salita sopra il 18-20% di pendenza, i benefici saranno evidenti.




domenica 19 ottobre 2014

Difficile ma.....fatta-Ladder 2400

Terminata la stagione dei trail agonistici, si svolta pagina e si ritorna sull'asfalto.
Obbiettivo mezza dei comuni del 16 nov.
Parto da una buona base aerobica, e sicuramente di potenza, ma mi mancano i k su asfalto e l'abitudine a spingere su questa superfice.
La settimana è stata abbastanza di scarico, ieri ho voluto fare una ladder, ossia scala a pioli, 2400.
800-1200-1600-2000-2400-2000-1600-1200-800 con recuperi differenziati.
L'obbiettivo era fare 18-19 k , testare lo stato di forma, divertendomi senza mettermi troppo alla prova.
L'idea di fare questa scala in progressione mi spaventava un pò, ma sapevo che l'avrei fatta tranquillo e senza tante pretese.
Il percorso, vario con salitinie e discesine, il classico giro invernale, ha aiutato a rendere tutto molto gradevole.
Autunno in arrivo, ma solo per la luce, per la temperatura invece sembra estate, e io me la godo tutta!
L'allenamento è andato non molto bene, causa le scarpe, le wave nirvana 6, fatte per pronatori pesanti, mi hanno dato parecchio fastidio.
Troppo rigide e sicuramente non adatte al mio peso di 69kg.
Anche se pronatore, mi sono reso conto in questi ultimi anni che conta molto di più l'appoggio e la tecnica di corsa.
Scarpe così rigide non sono adatte a me, sono arrivato a casa deciso a scartarle, della serie ultimo giro.
Come ho deciso di scartare le wave inspire 4, anche queste tropo rigide e lente.
Notevole realizzare nel tempo una cosa, è ad un certo punto  vederla ovvia e non avere più dubbi sul da farsi!!!!
L'ultimo acquisto delle adidas boston boost, anche se per caso, mi ha aperto gli occhi, e fatto realizzare che i miei piedi hanno dormito in questi ultimi 5-6 anni.
I primi risvegli li ho avuti con le dynafit, le quali seguono perfettamente la sagoma del piede, senza sbordare dai lati.
Sbordatura giustificata dalla necessità di stabilizzare l'appoggio del piede, ma che mi sono reso conto essere un limite nella velocità e tempo di appoggio.
Se si impara ad appoggiare correttamente il piede, è relativa la funzione dell'antipronazione come quella della stabilizzazione.
Ma questo chiaramente non è per tutti e dipende dalla maturazione del runners.
Io mi ritengo abbastanza.......stagionato, ma non certo maturo.
Quando ho avuto l'occasione dell'acquisto delle adidas, l'aver notato la "sbordatura assente o minima", ha tolto ogni dubbio in merito all'acquisto.
Oltre poi chiaramente ad averle provate in negozio ed aver assaporato la spinta che restituisce il famoso materiale della suola. La tanto reclamizzata mescola boost.
Ma credete, non è stato quello che mi ha spinto a prenderle.
Notate questa immagine dall'alto!

Anni fa, quando provavo le adidas, le sensazioni che mi trasmeteva era di una scarpa con pianta troppo stretta per il mio piede pronatore.
Dunque pensavo, ho bisogno di una scarpa stabile che mi sostenga, ma ora non è più così, la vedo molto molto diversamente.
Come sempre il tempo consente alla persona di accumulare esperienza in un campo e grazie a questa e ad altri fattori, alcuni casuali, porta all'evoluzione ossia al cambiamento.
Fattore che ritengo fondamentale per crescere e migliorare, a costo di sbagliare.....
Ritornando alle scarpe, tengo le wave elixir 3, quelle che ho sempre tenuto da gara, abbastanza morbide e con cui mi sento ancora molto bene.
Cambiati i copertoni, dalla prossima settimana si parte !!!!
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