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mercoledì 21 gennaio 2015

Tasselli mancanti-salveregina bianchini lacrocetta scappin

Nel post continua esplorazione avevo fatto marcia indietro,
Sono andato avanti e indietro più volte, la cartina non mi dava nessun sentiero da percorrere, ma io ho percorso quello che intuivo e sono riuscito ad arrivare fino al punto in cui nella cartina c'erano traccie di sentiero. A quel punto però, dove in teoria dovevo trovare una via, ho trovato impossibile proseguire, vegetazione troppo fitta anche per la mia ostinazione.(punto con la freccia)
Non mando giù facilmente le "marcie indietro" ma le considero un passettino verso la ricerca ed esplorazione di cose nuove. E mi ripeto all'infinito, ciò non vale per la corsa, ma per qualsiasi cosa facciamo nella vita.
Fare marcia indietro vuol dire saper valutare delle condizioni oggettivamente, e rimandare il completamento o la continuazione in un secondo momento, quando ci saranno sufficienti, altri elementi validi.
Oggi sentivo che anche questo tassello era da sistemare, dopo studio e valutazione del percorso, ho ripercorso parte del sentiero di ieri, ad un certo punto ho deviato dove sapevo che dovevo, ma mi sono trovato nel nulla in mezzo al selvaggio bosco, nessun aiuto dalla mappa, provo a destra a sinistra, vado su e giù su pendi fangose all'inverosimile, solo grazie ai paletti sto in piedi, sono dentro fino al collo nelle sabbie mobili.
Lo si nota bene dalla traccia, dentro l'ellisse.
Nonostante nella cartina siano segnati sentieri, ed è evidente che ci sono, la vegetazione ha preso il sopravvento, se non vengono costantemente mantenuti, questo è quanto accade.

Proseguire ormai mi sembra folle, ma sono sopra proprio al punto in cui mi sono fermato qualche settimana fa!!!!! scorgo in discesa una traccia, 50% di pendenza, metà di me dice non pensarci nemmeno, l'altra metà non puoi rinunciare, buttati.
Dr. Jekyll e Mr. Hyde, vince jekyll, mi butto, scio sul fango, pongo la massima prudenza, non ci son pericoli, se cado mi infango e mi siedo sulla melma, niente di più.....
Incrocio lo scarico di un torrentello, acqua corrente, ma almeno c'è ghiaia e non si scivola.
Sento e annuso che sto arrivando al punto di incontro, e infatti ci arrivo con immensa gioia, rivedo il punto in cui mi ero bloccato qualche settimana prima, rido e mi dico, si effettivamente quella volta ho fatto bene, andar sù di quà non ci avrei mai pensato, la riguardo in salita e effettivamente fa impressione.
Proseguo la discesa vincitore e saltando come un matto tra sentieri noti. Ad un certo momento mi invento una deviazione invitante, che però termina poco dopo nel punto indicato dalla freccia, uno sbarramento blocca l'accesso ad una frana consistente.
Tornando giù, per evitare una "russa" affilata di spine...una fra le mille, mi si è infilato uno spino di 3-4mm nel dito, poco dolore, ma me ne accorgo per l'abbondante sangue, che non riesco a fermare nemmeno succhiando, sembra un rubinetto aperto.
E il motivo sta nella presenza dell'aculeo, correndo, decido di toglierlo a ...strappo senza pensarci troppo, uaaaa, un pò di bua, e poi di nuovo a succhiare e tenerlo alto, dopo qualche centinaio di mt tutto a posto, cicatrizzato e meglio di prima.
Nel ritorno, decido di non fare il sentiero per la tramontana, già percorso tempo fa, per tornare all'auto, all'altezza della contrà scappin devio secco a sinistra e prendo un sentiero ben segnato in cartina e ben visibile, che mi porta in salveregina.
Percorso chiuso dunque anche questo, tassello messo al suo posto, piccolo quadro da appendere, bello da vedere.
Se si fa così in tutto, l'anima sta bene, si sente completa, non importa quanto ci si metta ad appendere il quadro, l'importante è decidere di completarlo quando ci si sente pronti, e non smettere di cercare le briciole per comporre il tassello mancante.


provatelo, ma evitate questo periodo, se non siete proprio selvaggi e non vi fa una beffa il fango, o sabbie mobili di fango.
E poi qualcuno mi chiede, ma vai a correre anche se piove??????
Mmmmmmmmmm no comment.


venerdì 19 dicembre 2014

Settimane full !!!!!! Addio amati gabel X2 poles running

Settimane dense di impegni lavorativi, familiari, scuola, chiesa, e chi più ne ha più ne metta.
Da due sabati che non riesco ad andare a correre, lo scorso per lavoro, domani per scuola e altro.
Che dire, per fortuna la corsa durante la settimana rimane e va bene.
Questa settimana dopo un mese di puro vagabondare tra i boschi, ho sentito il desiderio di richiamare la velocità.
Lunedì ripetute aerobiche nel fango, riptrail_aerobiche_6x0.2k_rec_40"_12:09
belle sensazioni, quando si va veloce, e lo si fa con terreno fangoso e sconnesso, è sempre una bella soddisfazione.
Giovedì ripetute aerobiche sui 1000 ripetute_aerobiche_4x1k_rec_1:15_9:11
primo asfalto dopo 1 mese, che sensazione strana correre su una superficie così dura e piatta.
Sono sempre più convinto che non siamo fatti per correre su questa superficie, porta facilmente a infortuni, se non ci controlla con i k.
Ho sentito e sento subito la differenza, la sera e i giorni dopo, i polpacci sono contratti, le articolazioni si fanno sentire.
Sono necessari automassaggi, allungamenti, coreworkout, esercizi per estensione colonna vertebrale, non che non si debbano fare se si corre nel bosco o in montagna, ma devo dire la verità, la necessità percepita si abbassa del 90%, e si ha comunque la sensazione di stare bene.
E' indubbiamente affascinante perchè si entra nella specifica materia della velocità, ogni tanto ci sta, ma ognuno deve cogliere i propri limiti, e in funzione di questi non si deve eccedere solo per sentirsi eroi o per sentirsi parte della categoria "non mollo mai".
Il dolore è utile e fondamentale, perchè ci tempra nel carattere, ma sopratutto perchè ci fa stare lontani dalle situazioni poco funzionali alla sopravvivenza.

Mercoledì il fattaccio, dopo una bella corsa sotto la pioggia battente nel bosco con i miei amati poles gabel X2, che avevo tagliato in lunghezza ormai due tre volte a suon di mm, per trovare la lunghezza più appropiata, arrivo alla macchina e invece di riporli in auto come routine, li appoggio ad essa, e..........decido di cambiarmi visto la pioggia, dicendomi, dopo li metto in auto, e.......invece come accade spesso quando si rimanda un'azione, me li sono dimenticati.
Della serie, come un'azione ripetuta fino al giorno prima, non eseguita una sola volta, può cambiare il corso delle cose.
E come questa altre migliaia di azioni che facciamo regolarmente tutti i santi momenti della giornata!!!! Direi proprio come la pallina in un flipper.
Accortomi alla sera a casa, il giorno dopo alla mattina prima del lavoro sono andato sul posto, Speranzoso di trovarli appoggiati per.....restituzione al mittente, devo constatare come pensavo che erano SPARITI, e da allora nulla, e a nulla è valso lasciare un cartello con il mio contatto.
Il cartello rimarrà là, e chi se li è presi e non restituiti è meglio non giri in quei luoghi con loro.
Amata Italia!!!!
Poco male, giovedì ho contattato la Gabel e non ci crederete, ma spiegato il fatto, mi hanno messo a disposizione il modello performance X3 con 50% di carbonio e manopola ultralight, da 85 euro, al 50% di sconto.
Direi una staff squisito da ringraziare all'infinito, sempre disponibili e gentili, un brand di riferimento per tutti gli amanti del trail running.
Incredulo ai miei occhi, sabato ore 13:00 suona il corriere, arrivati!!!!!
Dunque lunedì back to poles running again!!!!!
Grazie infinite Gabel, in particolare a Tommaso per la sua pazienza e cordialità.


martedì 2 dicembre 2014

Mattoncino su mattoncino

Dalla mezza dei sei comuni ho abbandonato letteralmente il piano. Asfalto solo il necessario per percorrere i miei itinerari esplorativi e comunque sempre in argomento salita!!!! come queste
Ogni anno sento la necessità di fare qualcosa di alternativo, un'anno è il waveboard, un'anno l' hill inline skating.
Quest'anno domina l'esplorazione di nuovi percorsi.
Grazie alle mappe IGM disponibili sull'app Mytrail, con lo smartphone al polso, continuo a scoprire e collegare pecorsi nuovi.
Da dieci anni che giro questi luoghi, ma gira e rigira ero sempre sulla salveregina, e li avevo esplorato a destra e a sinistra.
Ora sono sulla zona valle dei calvi, zanchi, trentin, e sto scoprendo una mare di nuovi percorsi.
La cosa mi sta appassionando molto, e sto girando anche un minivideo, a piccoli pezzi si sta componendo il puzzle.
Voglio dar testimonianza di quanto siano utili ed efficaci i bastoncini da nordic.
Corro sempre con loro, asfalto o offroad che sia, non ne posso più fare a meno.
L'appropriata lunghezza e la possibilità di sganciarli velocemente e senza fastidio, rende l'utilizzo piacevole e limitato al necessario. 
Si perchè in certe situazioni, la corsa naturale e istintiva, sopratutto in discesa, la fa da padrone.
Gabel è l'azienda di riferimento e acquistare prodotti di questo marchio non potrà che soddisfare la vostra esigenza.
Ora anche Puro Sport è diventato punto di acquisto di questo marchio.
Dunque ogni giorno vado allo sbando e scopro e collego percorsi, fatti in parte in precedenza.
Questa tecnica del costruire qualsiasi cosa, partendo da piccoli mattoncini, è divenuto una costante in ogni cosa che faccio della mia vita.
Dal lavoro, alla corsa, ai lavori in casa, al rapporto con le persone che mi circondano.
Con il passare degli anni, il poter fare una cosa dall'A alla Z, come dio comanda, è divenuto un semplice ricordo.
Dopo i figli e tutto il resto, il tempo disponibile si azzera e sembra che qualsiasi progetto diventi irrealizzabile, dunque, da umano che mi ritrovo, ho dovuto utilizzare la tecnica del "crea mattoncino su mattoncino", ma.......il mattoncino.....mettilo ogni giorno altrimenti.....resti al progetto su carta.
Nei percorsi questa tecnica è fenomenale, qualche giorno di devi accontentare di tentare una traccia, che sulla carta termina, ma tu scommetti che possa esserci una via per proseguire, la tenti, a volte ti devi arrendere, a volte riesci ad aprirla, e quando ci riesci e ti colleghi con altri percorsi, la soddisfazione è ineguagliabile.
Prendiamo quella di sabato, obbiettivo trovare una via di collegamento tra bressana alta di Malo, e il sentiero della croce, ove svolgo le ripetute preferite.
Si arriva alla contrà, zona di passaggio di molte marce come quella di San Valentino, si nota sulla sinistra una bella strada sterrata che va in mezzo al bosco, da anni ho sempre pensato che doveva portare in qualche modo alla croce.
Sabato dunque la percorro, è bella tracciata, a un certo punto si restringe, ma è evidente che è stata aperta una via, probabilmente dal contadino che avevo appena salutato, nella mia mente lo ringrazio.
Il percorso diventa questo!!!!
La pendenza sale al 50%, i paletti risultano fondamentali per salire, senza, la faccenda sarebbe seria!!!!
Siamo su tracciato similar maistrack e.....mi sto cominciando a divertire.
Sono in questo punto
 
e dopo un pò comprendo che lo sforzo del contadino era stato quello di aprirsi una strada per arrivare al CAPANNO!!!!!!! di caccia, e li terminava la via da lui aperta.
Ora mi trovavo di fronte a sola boscaglia selvaggia, che faccio???? 
Chiaro proseguo, la cartina mi indica la direzione e quello che mi trovo davanti è

martedì 25 marzo 2014

Nuvole, cambiamento, incertezza, speranza.

Che parola magica, le nuvole!
Mai come in questo periodo si notano, il sole comincia ad avere forza, riscalda le masse d'aria e il terreno, provoca forti correnti ascensionali.
Penetrano masse di aria fredda, perchè l'inverno da gli ultimi colpi di coda.
Risultato, ogni giorno è diverso dall'altro, per il vento, la temperatura, il cielo, le nuvole cariche di pioggia che ogni tanto scaricano tutto il loro contenuto.
Trovo tutto questo fantastico e carico di energia, mi ritrovo in questa variabilità, nell'animo e nel cambiamento che mi impongo costantemente.
In tutto ciò però rivelo continuamente il mio stato di incertezza e vulnerabilità, pur avendo un lavoro soddisfacente e sicuro, salute, famiglia meravigliosa.
Questo aspetto del mio essere è sempre stato una costante del mio vivere, anche se apparentemente contrapposto al mio apparire, calmo e sicuro.
Calmo e sicuro lo sono, ma come stato di equilibrio di un continuo movimento che ricerco, mentale e fisico.
La mia vita è sempre stata una immensa quantità di domande e ricerca di perchè, ai quali, molto raramente sono riuscito a dare una risposta che mi lasciasse soddisfatto.
Fin dai primi studi scientifici ho capito e portato con me una cosa forse scontata, ma che non mi hai mai abbandonato, e cioè che  qualsiasi cosa che ci circonda non è statica, mai!
Non è possibile assegnare una stato definito ad un oggetto, se non solo come astrazione matematica.
Il quadro appeso, sembra fermo ma in realtà non lo è, e nessuna delle sue caratteristiche lo è.
Dai colori alle sue dimensioni geometriche, alla sua posizione.
Avete mai visto il film, Il pianista sull'oceano?
Da brividi dalla prima all'ultima scena, ma in particolare quella in cui il quadro cade a terra e l'attore dice, sempre fermo li senza che nulla mai accadesse per anni e anni, poi ad un tratto bummm, poi ad un tratto bummm!!!!
Bè questa scena me la sarò riguardata centinaia di volte, io e il mio ragionamento del quadro che mi portavo fin da piccolo, sbandierato in quella scena del film, mi sembrava esserci dentro!!!!
Questo ragionamento, da quando l'ho percepito, non mi ha mai abbandonato, ed ha costantemente condizionato il mio essere.
Non so se sia anche un'indole personale, ma di sicuro è una componente molto forte e dominante di me.
Ognuno di noi è soggetto a questa regola indistintamente, purtroppo molti non riescono a cogliere la forza di questa proprietà intrinseca, vuoi per condizionamenti o sfortune di vario genere indipendenti dalla loro volontà.
Dico questo perchè, se colta e valorizzata, essa porta inevitabilmente  al perfezionamento e a un modo migliore di sentire e vivere la vita.
Con questo intendo che si può provare più piacere, e ognuno di noi cerca questo, da quando nasce fino alla morte.
Non è necessario essere una cima, ma l'importante è provare piacere nel raggiungere la cima.
Da qui il titolo del mio blog come espressione del mio modo di essere.
E da qui anche l'affermazione che lo accompagna,
se cerchi l'equilibrio interiore, muoviti, non importa come,
Ora, tornando con i piedi per terra, e guardando le nuvole, cosa che ho sempre adorato fare, e sopratutto in questi giorni, vedo in esse la variabilità e l'incertezza del nostro tempo, ma ciò non riesco a separarlo dalla speranza che il sole prima o dopo apparirà, e proverò gioia nel vederlo e nel vedere risplendere il paesaggio che illuminerà.
La speranza mia dunque è che ognuno viva l'instabilità come movimento verso un nuovo stato di equilibrio.



martedì 4 marzo 2014

Perseverare=seminare=vivere

Non ho nemmeno lontanamente ottenuto il risultato che cercavo oggi, ma era solo un'aspettativa e sapevo di essere ben lontano dall'ottenerlo.
Seppure scomodo andava fatto, pur sapendo che non girava.
La mente ha molte risorse, il fisico un pò meno, ma se riusciamo a trovare la sinergia giusta, i risultati arrivano perchè sono dietro l'angolo.
Ossia, se lasciamo il tempo al fisico di adattarsi allo stimolo che iniettiamo, la reazione è assicurata.
Io sto continuamente iniettando stimoli, mentre la pazienza nell'attendere l'adattamento spesso viene meno, ma questo è fondamentale!
Spesso ci rifletto e mi alleno con passione e perseveranza comunque, pur sapendo che il risultato non sarà il migliore, ma adeguato a quella giornata.
Intanto si semina e si mette in saccoccia.
In questo vedo un pò tutte le tappe raggiunte della mia vita, tappe che hanno richiesto tenacia e metodicità.....sport o studio che siano state!
L'ottimo comunque  è arrivare a preparare LA GIORNATA giusta il giorno della gara...o "prova".
Quando tutte le componenti si sommano in modo costruttivo, aggiungendo un pelo di combinazione casuale di eventi e momenti...chiamasi fortuna, il frutto è pronto per essere preso e gustato.
Il crono risponderà di sicuramente se il sapore del frutto ci piacerà, ovvero ci saremo divertiti.
Quando mi impegno, quando soffro, quando nella mia corsa mi scollego dalla realtà e vivo un tutt'uno con il mio istinto, quello è il momento in cui mi sento vivo e mi  illudo di essere onnipotente.
Bè fa piacere illudersi, non neghiamolo, fa parte del nostro limite di essere umani.
Dunque, con l'obbiettivo di attendere l'adattamento, lascerò buono il fisico in vista di una prova seria per sabato, di seguito il programma.
Domani corsa rigenerante, giovedì richiami di velocità sui 200mt senza spinta massima, venerdì corsa rigenerante.
I miei allenamenti di oggi
riscaldamento_interv_30"_30"
CV_4k
defaticamento_interv_30"_30"
0.5k

giovedì 24 ottobre 2013

Andatura facile- Easy pace???

Un problema che io ho, e che penso abbiano molti runners, è nel non riuscire ad inserire la corsa facile.
Leggendo questo articolo
http://running.competitor.com/2013/10/training/training-secret-add-balance-to-your-workouts_10437
mi sono reso conto che è effettivamente una cosa sentita da molti e riconosciuta dagli esperti.
Io voglio sempre far fatica, e non riesco a non farlo.
Questo se può portare soddisfazione nell'immediato, a lungo andare porta ad affaticamento e incapacità nel tirare veramente "oltre il limite" quando serve.
Se si alterna con equilibrio il lavoro gravoso con quello facile, il fisico ne guadagna e la psiche ancora di più.
Mi figuro una lumaca e penso a quanto simpatica è.
Mi sto sforzando nel farlo, ma i benefici si sentono eccome.
Si  ci sono delle settimane di carico in cui si va in overtraining, ma è importante dopo questo periodo  alleggerire il carico, per consentire l'adattamento.
L'adattamento è un periodo di tempo fondamentale per la costruzione di quelle fibre muscolari indispensabili a farci ottenere la migliore performance nella gara che andremo a sostenere.
Ieri ho corso 8x300mt+ 1x300mt massimo, ma mi sono sentito poco fluido e scarico, l'ho accettato e basta sapendo che sono del periodo di scarico che sentivo necessario.
Oggi corsa media di 7k, domani corsa leggera nel bosco.
Sabato 3x3k???? no! ripetere le ripetute lunghe della settimana scorsa mi annoia solo a pensarci.
Ho bisogno di una variante, comunque allenante e voluminosa.
Non poteva che essere un ladder 2000, ossia 400+800+1200+1600+2000+1600+1200+800+400=10k con alternati tempi di recupero da 1:00  a 2:00.
E se avanzo tempo ne farò un'altra metà...... il garmin non ha problemi a farmelo ripetere anche fino a 99 volte!!!!!

martedì 19 marzo 2013

Riflessioni

Non facile la stravicenza, gara dura, molte variazioni di pendenza di fondo, di direzione, a vedere il percorso dall'alto fa impressione vedere quante curve

E l'altimetria?

Gli allenamenti fatti, benchè gravosi sono stati svolti su tracciati di questo tipo, e ciò sicuramente ha fatto la sua parte.
I numerosi allenamenti intervallati poi, hanno simulato i cambi di direzione.
Mi sono sempre sentito a mio agio infatti, nonstante chiaramente i tratti piani e rettilinei fossero ben accetti.
A vedere il video, come al solito ci resti male, i primi volano e sono composti, io un' elefante.
Pensare che stanno andando ai 20 all'ora, e io riesco a fare a malapena le ripetute sui 300 a quella velocità
Sulla tecnica dovrei lavorare parecchio, perchè non sempre ma spesso, ciò che è bello da vedere è anche sinonimo di efficenza. Sulla velocità ho tempo fino ..............all'infinito
Filmarsi e studiarsi potebbe essere un sistema? Penso di si, lo proverò
Io sono al minuto 6:40-6:50........che tristezza vedermi








venerdì 12 ottobre 2012

Primi assaggi per la mezza.....riflessioni

Dopo una settimana di corsa tranquilla, le gambe sembrano recuperate dalla superpippo.
Ancora molto dure e poco energiche, parecchi dolori, ma in dissolvimento per fortuna.
Oggi prime ripetute brevi in salita per ridare elasticità e spinta.
Chiaramente la salita dura ora non serve più, a 5 settimane dalla mezza dei sei comuni, la preparazione prevede ritmi stringati e ben pianificati.
Domani mattina non posso pensare a ripetute sui 2000, non sono proprio "maturo", ma per introdurre il discorso, penso a un 20x500mt a ritmo non da reale ripetuta veloce solita, cioè sotto i 3:30 per me, ma comunque sui 3:45-3:50, a recupero abbastanza breve.
Dopo un mese abbondante di allenamenti  spinti in salita, tornare a spingere in piano rappresenta un bel diversiso molto stimolante.
Nonstante il primo amore sia la salita, ciò che mi piace comunque è lo sforzo massimale e l'efficenza del gesto.
Mi concentrerò sopratutto su questo ultimo aspetto, forse la chiave per migliorare.
Pensare a migliorare 1:27:15, mio nuovo pb, è un bel traguardo su un percorso con 150mt dislivello in salita.
Ma comunque ogni anno ho rimediato ottimi tempi tra 1:28-1:29. Parto da un'ottima base cardiaca come ogni anno, e i benefici li sento, dunque intanto impegniamoci e poi vedremo il risultato!
Domani sarà anche l'ultima corsa con il garmin forerunner 305.
Ho deciso di venderlo, pur andando ancora molto bene dopo l'ultima sostituzione di giugno, non mi fido molto per il futuro.
Il 310xt mi ispira per vari motivi, non che sia immensamente diverso, ma visto che il 305 riesco  venderlo a un'ottimo prezzo, per il 310xt spenderò solo 100 euro, e il gioco vale la candela, o adesso o mai più.


mercoledì 25 luglio 2012

Il giorno prima della gara?????

Bè ho analizzato le possibile cause della contrattura il giorno dei campionati italiani a Tonezza.
La settimana antecedente tutto bene, giovedì e venerdì fermo per motivi di lavoro.
Sabato penso di avere commesso un'errore.
Dopo avere letto parecchio sull'importanza degli allunghi il giorno prima della gara, ho fatto proprio questo, ma forse troppo tirati per me! Anzi sicuramente
allunghi_7x0.15k_rec_90mt_7:02_134bpm by dugatoandrea at Garmin Connect - Details
a media 3:23, seguiti poi da
allunghi_4x0.1k_rec_70mt_6:38_138bpm by dugatoandrea at Garmin Connect - Details
a 3:10!!!
giuro che non volevo tirare, e la sensazione è stata esattamente positiva, sicuramente non erano allunghi ma ripetute brevi.
La mattina dopo, a Tonezza corricchiando, ho sentito da subito un pizzichio proprio nel punto della contrattura, e una certa mancanza di scioltezza, non ho dato peso più di tanto, ma poi la cosa ha avuto peso!!!!
Bè scrivo questo come al solito sperando di ricordare meglio gli errori commessi, a 43 anni, dopo 16 anni di corse direi di averne ancora molte di cose da imparare!
Sono sempre stato solito  riposare il giorno prima della gara.
Ma quest'anno il giorno prima ho sempre corso a ritmi molto bassi, per 20-25 minuti, e mi sono trovato veramente bene.
Sensazione è di massaggio e tonificazione impagabile.
Quella degli allunghi è un'altra cosa da fare, ma non devono superare i 50-60mt e devono essere fatti a ritmi medio, sopratutto alla ricerca di fluidità, niente di più.
Di questo avevo letto e lo sapevo, so che la loro distanza dipende anche dal tipo di gara, ma comunque non si deve correre a ritmi veloci, per evitare di causare produzione di acido lattico e microlacerazioni, come quello che è successo a me.
Dunque ieri ho terminato l'ultimo allenamento tirato, oggi ho corso 7k a 4:28, molto sciolto.
Domani riposo! Venerdì qualche allungo......come si deve, sabato riposo forzato causa impegni familiari......domenica......Staro Campogrosso!!!!!!!
Auguri a tutti i partecipanti alla Trans d'Havet, fatevi forza e bevete molto caffè!!!!!