Ho parlato proprio ieri del metronomo, e proprio oggi l'ho mandato a farsi benedire.
Mi spiego, dopo aver terminato il primo 2000 a 3:49 senza particolare sforzo, a 178spm, con il secondo mi sentivo legato alla cadenza prefissata.
Ad un certo punto è scattata una cosa in automatico, il metronomo cantava al suo ritmo e io andavo al mio.
Ogni tanto mi sincronizzavo, poi ritornavo sulla mia cadenza interiore.
Ho terminato l'ultimo calando sempre di più la cadenza e allungando il passo, alla ricerca della fluidità.
La cadenza dell'ultimo è stata si 172 ed un passo oltre l'1,55 mt.
La cadenza ideale sarebbe 180, ma non è così per tutti, dipende da molti fattori e dalla fisionomia di ognuno.
Io reputo di avere parecchia muscolatura sulle gambe, da buon corridore di montagna, e inoltre ho le gambe lunghette.
Questo non facilita la cadenza elevata, ma di più una falcata ampia, vista la potenza di spinta che mi ritrovo, spesso mi ritrovo a privilegiare questo fattore a scapito della cadenza.
Insomma i fattori sono veramente tanti, l'importante è che la cadenza non sia forzata, altrimenti non la si tiene per molto, si corre male e sgraziati, questo l'ho sperimentato oggi.
Anche le scarpe fanno il loro contributo, oggi ho corso con le vecchie energy boost che non usavo da tempo(anzi le avevo scartate da tempo ed adibite al solo cammino.
Ma dopo aver provato le supernova sequence boost e le revenge boost, non sono riuscito a trovare feeling con queste adidas boost con supporto.
Se a prima prova sento sicuramente la sensazione di supporto del metatarso, poi con i k le sento dure e poco flessibili, non riesco a spingere, ed andare sotto i 4:30 mi sembra di spingere come un pazzo.
Insomma me ne dovuto disfare per la corsa.
Le "tutto boost" come le energy, riesumate in caso di pioggia, risultano sempre ottime, sicuramente più ingombranti delle adizero, le quali sono molto molto più veloci e consentono di tenere cadenze più elevate.
Oggi ho corso al mio ritmo e di questo avevo bisogno, del metronomo, ad un certo punto, non me ne è fregato più nulla.
Molto utile per allenamenti, indiscutibile, ma in certe situazioni in cui si è determinati, penso sia più importante non avere nulla che ti condizioni, forse nemmeno il garmin bisognerebbe indossare.
Forse riuscirò a fare anche questo passo, forse.
Comunque oggi le ripetute sono andate meglio di quello che mi aspettavo, sotto una pioggia davvero battente, tenevo bene il ritmo del pb sui 10000, ossia 3:49.
Solo nell'ultimo, al quarto, ho sentito un pò di fatica.
La fatica è stata medio alta, li temevo molto questi 2000, devo dire la verità, ma ne sono venuto fuori a testa alta, pienamente soddisfatto.
I lavori cominciano a dare i suoi frutti, e .........guardando il passato, vedo che non ho mai fatto ripetute sui 2000 a questo ritmo.
Vorrei dovrei.....arrivare a farli vicino a 3:40 per poter ambire a migliorare il personale, vedremo di lavorare ancora a tal proposito.
Rifletto su cosa ci spinge a correre sotto una pioggia torrenziale, con freddo, in zona industriale al sabato alle 12:00, girando come un criceto.
Zona un pò triste ma con i requisiti necessari, traffico quasi nullo, dislivello minimo, cambi di direzione solo 4.
A volte ho bisogno proprio di questi periodi, anche se sono principalmente un corridore da montagna, anzi da verticale puro.
Sembra come si debbano fare e rifare degli esercizi fondamentali per poter essere all'altezza di....
E così è, il senso sta in questo, stesse cose ho fatto per anni a scuola e all'università, sabati e domeniche sui libri, vedendo appena la luce fuori, ma li era il mio mondo, e in quel sistema io mi sentivo a mio agio,
A quei tempi non mi chiedevo che senso avesse imparare a dimostrare tutti quei teoremi, o quando mai mi sarebbero mai serviti, oggi però mi rendo conto che l'atteggiamento verso la vita e i problemi di ogni giorno, ha come approccio proprio quello che usavo a quei tempi.
Tassello dopo tassello si costruisce una rete sempre più solida, capace di dissolvere ogni avversità, anzi cavalcarla, proprio quando si riesce a fare questo, si gioisce e ci si sente vivi, è o non è così!!!!
Per me si e si !!!!
In parallelo, nel mondo della corsa, dopo aver masticato al ritmo prescelto ripetute corte, lunghe, corti veloci, ripetute in salita, discese forti, ci si sente pronti per la gara obbiettivo, e quando anche un solo secondo è stato guadagnato, ci si sente ultra, per un'istante......... e poi via con il prossimo secondo, che inaspettatamente potrebbe divenire 1 minuto, ma non sempre!
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domenica 5 febbraio 2017
lunedì 21 marzo 2016
Stravicenza 2016-THE BLACK DAY
Periodo nero, si, fuori forma, si, ma mai avrei pensato di affrontare un black day come quello di ieri.
Non sono il tipo da farsi scoraggiare, anzi reagisco sempre con il con l'attacco, dunque nonostante le continue conferme di essere fuori forma, sono partito comunque convinto.
I primi k confermano che ci ho provato, pur sapendo che il pb non lo potevo nemmeno immaginare.
Ma ragazzi, una fatica insuperabile, stare sotto i 4:00, come un macigno insostenibile, quando a metà dicembre avevo tenuto 3:55 per 10 miglia.
Comincia il tracollo dal quinto k, vuoto totale, ricordo degli ultimik di una maratona di qualche anno fa.
Una crisi che non penso di aver mai provato, cosa faccio?, mi ritiro?, no no dai, mi chiedo cosa sta cercando di dirmi il mio corpo e questa situazione, situazione che si sta protraendo dall'inizio dell'anno.
Sta calmo mi dico, non devi dimostrare niente, non sei nessuno, cambia ritmo e corri quello che puoi, e così faccio.
Ho affrontato situazioni simili, anni fa, quando contratture erano frequenti, e non volevo rinuciare comunque a correre.
Cambio dunque ritmo di botto e accetto la situazione. Corsa modalità turistica, bene ora sono in pace con me stesso, ma la fatica è immane comunque, al settimo raggiungo l'apice, 4:27, 4:26, quasi quasi comincio a camminare, sto troppo male cavoli, per fortuna inizia la discesa finale verso campo marzo e mi convingo a continuare a correre!!!
Concludo in qualche modo, sorpassato da nuvole di runners , concludo con un epico 41:44.
Questo giorno resterà nella mia memoria podistica per sempre, ma la corsa è anche questo.
Dopo anni di rosicchiamento dei pb, fino ad arrivare al 38:16 dell'anno scorso, con il risultato sulle 10 miglia di dicembre, avrei giurato che questo sarebbe stato l'anno giusto per un under 38!
Bè ripeto, la corsa è anche questo, confortante la solidarietà di molti amici/amiche, che durante la corsa e dopo mi hanno stretto in un caldo abbraccio, questa è la cosa che fa grande lo sport.
La ciliegina sulla torta, ora, è che fra due settimane sono iscritto alla mezza dei dogi e la settimana dopo alla Puro 10000!!!!!!.
Cosa fare, quando la situazione richiederebbe rigenerazione o quasi STOP?
Bè la prendo come viene, osserverò un periodo di calma podistica, correndo alla soglia della minima fatica, e chissà che qualcosa si sblocchi.
Comunque, a parte tutto, sto bene, non ho problemi muscolari o articolari, la forza e la voglia per correre ogni giorno non mi manca, è solo che quando provo ritmi elevati, mi spengo come una candela a cui manca aria.
Penso sempre all'onda, per avere un bel crestone, ha bisogno della controparte bassa.
Se non c'è uno non c'è l'altro, dunque keep calm and don't give up, se capita anche a voi un periodo così, sappiate che fa parte del nostro essere umano, e il pretendere sempre un percorso in crescita, non è tipico degli organismi viventi in generale!!!!
In effetti, se ci penso, quale è uno dei miei problemi più grossi?, voler sempre finire gli allenamenti esaurito al massimo, uscire sempre con l'idea di voler portare a casa un miglioramento, riposo??? molto difficile da sopportare.
E allora mi dico, impara a vivere a volte le situazione per quello che sono!!!!
Dai momenti no, dalle emozioni negative, dal pessimismo, dalle persone antipatiche e insopportabili, penso sempre si nasconda il corso di studi più ostico.
Cosa ti stanno dicendo queste situazioni? cosa vogliono insegnarti? perchè continui ad evitarle!
Alla fine non ne puoi fare a meno se vuoi la laurea finale.
Ne ho avuto di esami difficili da superare all'università, li puoi mettere da parte per un pò, fare dell'altro, far finta che non esistano, ma alla fine se vuoi la laurea, quelli li devi affrontare e superare.
Perchè non può essere così anche per altre situazioni della vita?
Bene, con questa ultima riflessione penso di aver divagato abbastanza, ora posso andare a letto.
Da domani però so che l'approccio ai miei allenamenti sarà diverso, la lezione ha iniziato a dare degli insegnamenti importanti.
Notte raga.
martedì 16 febbraio 2016
5x2000............tapering time
Le ripetute lunghe sono per definizione una rogna.
Io sono il tipo che non riesce a prendere le cose alla leggera, deve essere sempre una sfida e un tirare al limite, altrimenti non mi diverto.
Mi rendo conto che questo spesso è un limite, prendere le cose alla leggera e con un pò più di humor, farebbe molto bene, ma anche su questo ci sto lavorando!!!!!! Giuro.
Sabato voleva essere un lavoro leggero, ma comunque sapevo che andavo in cerca di rogne.
Se non si è "maturi", le ripetute lunghe le si soffre eccome.
Il tempo non ha aiutato affatto, nebbioso, freddo, non sono riuscito a scaldarmi.
Sono riuscito ad essere cordiale con il mio IO esigente, l'ho accontentato, ma me la sono presa comoda, si si ed ho fatto finta di.......ah ah ah
Che teatrino che ci inventiamo spesso, ma quando non si deve mollare, siamo o non siamo unici?
Forse proprio questo tirar fuori il puro di noi, senza fronzoli, fa della corsa una cosa magica e unica.
In definitiva ogni giorno è un film per ognuno di noi, recitiamo la parte assegnata, ma ci sono momenti unici in cui non sono ammessi cambi si scena, o almeno li si paga a caro prezzo.
Questi momenti non sono solo della corsa, ma anche quelli che ci vedono in prima linea con i nostri ragazzi e con la nostra compagna.
Se non siamo autentici, la scena non passa alla timeline finale, ed il "ciak si gira di nuovo la scena", spesso non è possibile, dunque in certe situazioni è necessario essere autentici.
Ma tra il volere essere autentici e percepire di esserlo, ci sta una capacità di consapevolezza tendente all'infinito, se ne potrebbe parlare per giorni, senza forse arrivare ad una reale conclusione.
Di fatto possiamo analizzare a setaccio tutte quelle cose che ci condizionano e ci programmano nei comportamenti quotidiani, cercare di "riprogrammarci",...si si si può fare, ma dobbiamo metterci del nostro...........ricerca di svariate fonti di informazione, anche quelle che scartiamo a priori, curiosità, volontà al cambiamento, sforzarci di fare le solite cose in modo diverso........questi alcuni degli ingredienti.
Bè stavamo parlando di ripetute o sbaglio?????
Alla fine ho portato a caso una media sotto i 4:00, niente di speciale, ma speciale per il grado di sforzo impiegato.
Ieri un blando intervallato in salita, con però una discesa sostenuta a 3:38.
Considero sempre più la discesa un'occasione di allenamento per potenziare l'elasticità e velocità, grazie alla pendenza a favore.
Velocità al limite in piano per me, mentre in discesa ci stà.
Il mitico Lucio Fregona mi parla spesso dei suoi allenamenti in discesa, per migliorare in piano, i suoi però erano velocità ben sotto i 3:00 .......paura!!!
Oggi giornata con poca voglia di faticare, e così penso sarà fino a domenica, in vista della energy wild trail.
Sento il bisogno di calare il ritmo, e recuperare freschezza, iniziamo il cosidetto tapering time
Io sono il tipo che non riesce a prendere le cose alla leggera, deve essere sempre una sfida e un tirare al limite, altrimenti non mi diverto.
Mi rendo conto che questo spesso è un limite, prendere le cose alla leggera e con un pò più di humor, farebbe molto bene, ma anche su questo ci sto lavorando!!!!!! Giuro.
Sabato voleva essere un lavoro leggero, ma comunque sapevo che andavo in cerca di rogne.
Se non si è "maturi", le ripetute lunghe le si soffre eccome.
Il tempo non ha aiutato affatto, nebbioso, freddo, non sono riuscito a scaldarmi.
Sono riuscito ad essere cordiale con il mio IO esigente, l'ho accontentato, ma me la sono presa comoda, si si ed ho fatto finta di.......ah ah ah
Che teatrino che ci inventiamo spesso, ma quando non si deve mollare, siamo o non siamo unici?
Forse proprio questo tirar fuori il puro di noi, senza fronzoli, fa della corsa una cosa magica e unica.
In definitiva ogni giorno è un film per ognuno di noi, recitiamo la parte assegnata, ma ci sono momenti unici in cui non sono ammessi cambi si scena, o almeno li si paga a caro prezzo.
Questi momenti non sono solo della corsa, ma anche quelli che ci vedono in prima linea con i nostri ragazzi e con la nostra compagna.
Se non siamo autentici, la scena non passa alla timeline finale, ed il "ciak si gira di nuovo la scena", spesso non è possibile, dunque in certe situazioni è necessario essere autentici.
Ma tra il volere essere autentici e percepire di esserlo, ci sta una capacità di consapevolezza tendente all'infinito, se ne potrebbe parlare per giorni, senza forse arrivare ad una reale conclusione.
Di fatto possiamo analizzare a setaccio tutte quelle cose che ci condizionano e ci programmano nei comportamenti quotidiani, cercare di "riprogrammarci",...si si si può fare, ma dobbiamo metterci del nostro...........ricerca di svariate fonti di informazione, anche quelle che scartiamo a priori, curiosità, volontà al cambiamento, sforzarci di fare le solite cose in modo diverso........questi alcuni degli ingredienti.
Bè stavamo parlando di ripetute o sbaglio?????
Alla fine ho portato a caso una media sotto i 4:00, niente di speciale, ma speciale per il grado di sforzo impiegato.
Ieri un blando intervallato in salita, con però una discesa sostenuta a 3:38.
Considero sempre più la discesa un'occasione di allenamento per potenziare l'elasticità e velocità, grazie alla pendenza a favore.
Velocità al limite in piano per me, mentre in discesa ci stà.
Il mitico Lucio Fregona mi parla spesso dei suoi allenamenti in discesa, per migliorare in piano, i suoi però erano velocità ben sotto i 3:00 .......paura!!!
Oggi giornata con poca voglia di faticare, e così penso sarà fino a domenica, in vista della energy wild trail.
Sento il bisogno di calare il ritmo, e recuperare freschezza, iniziamo il cosidetto tapering time
lunedì 18 gennaio 2016
10x200 rec 1:10-disaster recovery!
Oggi avevo voglia di fare un'allenamento di velocità, ho scelto i 200, rec 1:10.
-Dolore alle costole=rompi costante con qualche minimo minimo miglioramento, ma sempre molto fastidioso.
-aria boia fredda con parecchio venticello rompi
tutto tirava indietro, ma io avevo voglia di farle, dunque testa dura e vai.
Dopo 15 min, con moooolta fatica mi sento appena appena pronto, non ho ancora cominciato a sudare!
Anticipo con una serie di accelerazioni sui 25 sec, per preparare la gamba, dunque a seguire un pò di drills, ok pronto a partire.
Il dolore alle costole non mi permette di fare un movimento corretto con la spalla destra, lo devo eseguire in modo da non sentire dolore, mi ritrovo dunque ad eseguire un gesto alquanto scoordinato, e me ne accorgo fin dall'inizio.
A parte la velocità, da non guardare altrimenti dovrei essere tornato a casa immediatamente, avverto una netta sensazione di fastidio per il gesto strattonato, scoordinato, che cerca disperatamente di essere fluido, senza riuscirci.
Che brutta sensazione, in più il freddo e in vento, tutto contro!!!!
Bè ci penso un pò e mi dico, lo sapevi, perchè ora cerchi consolazione ora????
Speri che le persone in auto si fermino e ti incoraggino?????
Si ma dai, mi guardo intorno, natura, sole splendido, uccelli acquatici che cantano, nella piccola riserva di sant'agostino.
Tu che a parte il tuo misero dolore, puoi correre, muoverti, annusare, osservare, ma scherziamo!!!!
Basta con questo piangerti addosso, e così sia, dopo questo repulisti, mi sento bene, sono contento e felice di quello che fatto.
Un'altra cosa poi che mi ha fatto riflettere, durante il defaticamento, è il fatto che questo meraviglioso gesto della corsa, ha bisogno veramente di avere in ordine tutti i suoi componenti.
E non è solo la corsa, ma ogni cosa che richieda un'insieme di fattori che per produrre un risultato, debbano muoversi armonosiamente all'unisono!
Se ci pensiamo bene, ogni cosa in natura necessità di questo fondamento per riuscire bene!
Dopo questa piccola parentesi filosofica, torno proprio "colmo" della mia fortuna di esistere con salute fisica e mentale, e penso alla corsa di domani, che sarà nel bosco!
Buone corse a tutti noi, che possiamo farle e comunque sentirci sempre bene dopo averle fatte.
A noi spesso basta solo questo.
-Dolore alle costole=rompi costante con qualche minimo minimo miglioramento, ma sempre molto fastidioso.
-aria boia fredda con parecchio venticello rompi
tutto tirava indietro, ma io avevo voglia di farle, dunque testa dura e vai.
Dopo 15 min, con moooolta fatica mi sento appena appena pronto, non ho ancora cominciato a sudare!
Anticipo con una serie di accelerazioni sui 25 sec, per preparare la gamba, dunque a seguire un pò di drills, ok pronto a partire.
Il dolore alle costole non mi permette di fare un movimento corretto con la spalla destra, lo devo eseguire in modo da non sentire dolore, mi ritrovo dunque ad eseguire un gesto alquanto scoordinato, e me ne accorgo fin dall'inizio.
A parte la velocità, da non guardare altrimenti dovrei essere tornato a casa immediatamente, avverto una netta sensazione di fastidio per il gesto strattonato, scoordinato, che cerca disperatamente di essere fluido, senza riuscirci.
Che brutta sensazione, in più il freddo e in vento, tutto contro!!!!
Bè ci penso un pò e mi dico, lo sapevi, perchè ora cerchi consolazione ora????
Speri che le persone in auto si fermino e ti incoraggino?????
Si ma dai, mi guardo intorno, natura, sole splendido, uccelli acquatici che cantano, nella piccola riserva di sant'agostino.
Tu che a parte il tuo misero dolore, puoi correre, muoverti, annusare, osservare, ma scherziamo!!!!
Basta con questo piangerti addosso, e così sia, dopo questo repulisti, mi sento bene, sono contento e felice di quello che fatto.
Un'altra cosa poi che mi ha fatto riflettere, durante il defaticamento, è il fatto che questo meraviglioso gesto della corsa, ha bisogno veramente di avere in ordine tutti i suoi componenti.
E non è solo la corsa, ma ogni cosa che richieda un'insieme di fattori che per produrre un risultato, debbano muoversi armonosiamente all'unisono!
Se ci pensiamo bene, ogni cosa in natura necessità di questo fondamento per riuscire bene!
Dopo questa piccola parentesi filosofica, torno proprio "colmo" della mia fortuna di esistere con salute fisica e mentale, e penso alla corsa di domani, che sarà nel bosco!
Buone corse a tutti noi, che possiamo farle e comunque sentirci sempre bene dopo averle fatte.
A noi spesso basta solo questo.
martedì 15 dicembre 2015
Foto contest Noene Italia-I punti di vista....contano
Da qualche mese che uso le solette AC2 della Noene, farò un post dedicato a queste solette, perchè lo meritano.
Nel mentre Noene Italia ha indetto un foto contest, qui sotto la foto che ho deciso di pubblicare
Un minimo di spiegazione sul perché di questa foto, a parte la partecipazione al foto contest indetto da Noene Italia, a parte l'evidenza di non volere essere una foto artistica, di qualità, niente di tutto ciò!!!
Ogni giorno mi inginocchio per allacciare le scarpe prima di partire per l'immancabile corsa.
Mi rendo conto di come le prospettive cambino, osservando le cose da un’altezza diversa.
Un’attimo le guardo, penso a cosa altro potrei notare se le spostassi, fantastico, da in piedi queste cose non le notavo, erano solo foglie.
Caspita, ma che sia la base per scoprire cose nuove ogni giorno, in ogni aspetto della nostra vita?
Mmmm mi sa che è proprio così.
Poi tutto d’un tratto mi sblocco, alzo gli occhi, una sguardo al sentiero e via, proprio come ognuno di voi fa ogni giorno, non solo nella corsa, di questo ne sono sicuro.
Bè se vi piace, cliccate mi piace e condividete.
Il "mi piace" ricordatevi di metterlo sulla foto, non sulla bacheca
Ogni giorno mi inginocchio per allacciare le scarpe prima di partire per l'immancabile corsa.
Mi rendo conto di come le prospettive cambino, osservando le cose da un’altezza diversa.
Un’attimo le guardo, penso a cosa altro potrei notare se le spostassi, fantastico, da in piedi queste cose non le notavo, erano solo foglie.
Caspita, ma che sia la base per scoprire cose nuove ogni giorno, in ogni aspetto della nostra vita?
Mmmm mi sa che è proprio così.
Poi tutto d’un tratto mi sblocco, alzo gli occhi, una sguardo al sentiero e via, proprio come ognuno di voi fa ogni giorno, non solo nella corsa, di questo ne sono sicuro.
Bè se vi piace, cliccate mi piace e condividete.
Il "mi piace" ricordatevi di metterlo sulla foto, non sulla bacheca
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o sul widget della barra laterale, cliccate mi piace sulla foto e non sulla bacheca, e convidete.
GRAZIE
in ogni caso
Per vedere altre foto del concorso, andate qui
https://business.facebook.com/media/set/…
venerdì 9 ottobre 2015
Ma quanto lungo è 1k ?????? ahi ahi ahi
Oggi avevo il bisogno di fare un k al massimo consentito, con ben presenti le condizioni di affaticamento in corso e quello che ho intenzione di fare domani.
Ma ce l'avevo per la testa e non potevo fare a meno, dico è possibile????
E' stato un disastro totale, dopo un bel riscaldamento, con un pò di accelerazioni sui 25 sec, scelto il percorso tra quelli disponibili, pronto per partire!
Si, doloretti di quà e di là, sapevo un pò già come sarebbe andata a finire, ma niente da fare, io dovevo farlo, avevo bisogno di provare ad andare veloce più che potevo, probabilmente ho pensato per una chiara questione emotiva, anche se non riuscivo a riconoscerla, ma come si sa, la corsa è espressione pura del nostro sentire, razionalizzare ed elaborare un stato emotivo, può aiutare ad attenuarlo, ma a volte si ha solo bisogno di cavalcare le emozioni per farle esprimere ed attenuare così il loro continuo effetto impulsivo.
Troppi intrecci, troppi input, troppi todo, troppi ascolti, troppi conflitti, producono frazionamenti spesso insopportabili, soluzione?????, far esplodere tutto e ricomporre il puzzle, si, trovo questi sfoghi molto molto efficaci.
E l'ho fatto, oh yesss, dico parto piano e vado in accelerazione, e così ho fatto, ma raga, quando sono stato ai 700mt, ho avuto una sensazione che penso di non avere mai provato prima, ossia i miei movimenti si sono fatti pesanti, ingessati, nei muscoli delle gambe ho sentito come espandersi un collante, verso gli 800mt pensavo di bloccarmi ingessato.
Ero chiaramente entrato nella zona anaerobica, ma alla grande, e se avessi continuato, penso avrei fatto danni.
Arriverà al k è stato un trascinare le gambe, dico pazzesco!!!!
La lezione di cui avevo bisogno, mi ha fatto capire una cosa, sono carente su questo tipo di allenamenti ed ritengo sia un lato che devo allenare almeno una volta ogni 10gg, partendo da distanze sui 400mt fino ai 3000mt, mi aiuterà molto ad alzare la soglia, in vista delle gare autunnali in piano.
Analizzando la FC, sono stato quasi sempre stato molto vicino al mio limite massimo, ossia 155bpm, cosa alquanto rara, nemmeno nelle salite più verticali arrivo a superare i 150, mentre oggi sono stato sempre sopra!
Bene ho proprio trovato il modo di far incazzare il mio cuore bradicardico!!!!
La cadenza è andata evidentemente scemando, chiaro segno della perdita di controllo del movimento dovuto all'affaticamento, e produzione di acido lattico.
Ora sto bene e non ho postumi, grazie ad un buon defaticamento.
media 3:22, deludente.
Penso di meritarmi un crono vicino ai 3:00, ma cercherò di migliorare, sopratutto di provarlo in momenti più consoni.
Ho comunque capito quanto lungo può essere un misero k, se spinto al massimo delle possibilità.
In questa agonia ho trovato la mia post serenità, qualche analogia con il vivere quotidiano ci stà!
Ma ce l'avevo per la testa e non potevo fare a meno, dico è possibile????
E' stato un disastro totale, dopo un bel riscaldamento, con un pò di accelerazioni sui 25 sec, scelto il percorso tra quelli disponibili, pronto per partire!
Si, doloretti di quà e di là, sapevo un pò già come sarebbe andata a finire, ma niente da fare, io dovevo farlo, avevo bisogno di provare ad andare veloce più che potevo, probabilmente ho pensato per una chiara questione emotiva, anche se non riuscivo a riconoscerla, ma come si sa, la corsa è espressione pura del nostro sentire, razionalizzare ed elaborare un stato emotivo, può aiutare ad attenuarlo, ma a volte si ha solo bisogno di cavalcare le emozioni per farle esprimere ed attenuare così il loro continuo effetto impulsivo.
Troppi intrecci, troppi input, troppi todo, troppi ascolti, troppi conflitti, producono frazionamenti spesso insopportabili, soluzione?????, far esplodere tutto e ricomporre il puzzle, si, trovo questi sfoghi molto molto efficaci.
E l'ho fatto, oh yesss, dico parto piano e vado in accelerazione, e così ho fatto, ma raga, quando sono stato ai 700mt, ho avuto una sensazione che penso di non avere mai provato prima, ossia i miei movimenti si sono fatti pesanti, ingessati, nei muscoli delle gambe ho sentito come espandersi un collante, verso gli 800mt pensavo di bloccarmi ingessato.
Ero chiaramente entrato nella zona anaerobica, ma alla grande, e se avessi continuato, penso avrei fatto danni.
Arriverà al k è stato un trascinare le gambe, dico pazzesco!!!!
La lezione di cui avevo bisogno, mi ha fatto capire una cosa, sono carente su questo tipo di allenamenti ed ritengo sia un lato che devo allenare almeno una volta ogni 10gg, partendo da distanze sui 400mt fino ai 3000mt, mi aiuterà molto ad alzare la soglia, in vista delle gare autunnali in piano.
Analizzando la FC, sono stato quasi sempre stato molto vicino al mio limite massimo, ossia 155bpm, cosa alquanto rara, nemmeno nelle salite più verticali arrivo a superare i 150, mentre oggi sono stato sempre sopra!
Bene ho proprio trovato il modo di far incazzare il mio cuore bradicardico!!!!
La cadenza è andata evidentemente scemando, chiaro segno della perdita di controllo del movimento dovuto all'affaticamento, e produzione di acido lattico.
Ora sto bene e non ho postumi, grazie ad un buon defaticamento.
media 3:22, deludente.
Penso di meritarmi un crono vicino ai 3:00, ma cercherò di migliorare, sopratutto di provarlo in momenti più consoni.
Ho comunque capito quanto lungo può essere un misero k, se spinto al massimo delle possibilità.
In questa agonia ho trovato la mia post serenità, qualche analogia con il vivere quotidiano ci stà!
venerdì 10 aprile 2015
E' proprio così, la preparazione lascia il segno
C'è poco da fare, le settimane di preparazione ad una gara sono quelle più belle e che lasciano il segno.
E' proprio come fare un viaggio, e la storia di come incasellare gli allenamenti, di come ci si sente, e oggi ripetute, domani scarico, e poi ancora e ancora, fino al fatidico giorno.
Giorno in cui a volte, anzi spesso, ci si sente un pò inadatti, e si vorrebbe starsene a letto.
Io personalmente la vivo abbastanza bene, ma la tensione si fa sentire e gioca il suo ruolo.
Si siamo amatori e non viviamo di corsa, per fortuna mi dico a volte, altrimenti sarebbe ben diversa la cosa.
Con questa settimana termino il breve periodo, specifico per le gare in piano e su asfalto.
Quest'anno è andata senza la mezza dei dogi, che si sovrappone a puro10000.
Ma sinceramente non è che mi dispiace più di tanto.
In queste settimane in cui ho caricato con gli allenamenti in piano, per modo di dire si intende, un maratoneta se la ride per i k che ho fatto, il mio fisico ne ha risentito un bel pò.
Molti molti fastidi e doloretti, polpacci, schiena, pube, sempre sotto controllo con costante yoga per runners, fatto la sera e la mattina.
Chiari microtraumi, che non avverto quando la corsa è nel bosco o comunque fuori asfalto.
L'asfalto fa male al nostro fisico, c'è poco da fare, che se ne dica, quando si viene iniziati alla corsa sull'asfalto, e si continua per questa strada, 1 su 1000 se la cava, il rimanente si ferma prima o dopo per guai fisici.
Il piacere della velocità pura, è vero, lo si prova su una superficie piana, ma ma a volte la si paga a cara prezzo e ce ne rendiamo conto sempre troppo tardi.
Dalla settimana prossima riprenderò a pieno la corsa nel bosco e in montagna, mentre le gare in piano saranno solo assaggi. Non vedo l'ora!
Quello che ho potuto dare come preparazione, l'ho dato al massimo come sempre, i presupposti per andare sotto i 38 ci sono tutti, ma ma ma, sarebbe troppo facile!
Il fine settimana scorso l'ho terminato con una ladder 1600 ladder_1600_rec_6:39
ben amministrata, considerando che venivo da una settimana carica di k, con ripetute, intervallati, sprint in salita.
Sabato mi sentivo proprio cotto e delle ripetute lunghe sui 2000 che avevo in mente, proprio non ne volevo sentire, nemmeno da distante, mi sentivo tutto ammaccato e dolorante.
La ladder mi è andata a genio e mi sono divertito.
Dopo due giorni di riposo completo, a base di sonno e tavola!, martedì mi sentivo rigenerato, ho provato 3k a RG, e sono andate benone, ripetute_3x1k_RG-1%_rec_1'45"_9:18
Amministrate bene e senza problemi.
Oggi 4x0.5k con recupero di 1', ripetute aerobiche su percorso sconnesso e saliscendi con le feline dynafit, media 3:40 da dio, mi sono dovuto tenere!
Domani un pò di ellittica e strecthing, e il ricordo di queste settimana si aggiungerà a tutte quelle pregara già vissute, le più belle sicuramente, poi.......il volo, o pronti per volare, con l'anima sicuramente.
E' proprio come fare un viaggio, e la storia di come incasellare gli allenamenti, di come ci si sente, e oggi ripetute, domani scarico, e poi ancora e ancora, fino al fatidico giorno.
Giorno in cui a volte, anzi spesso, ci si sente un pò inadatti, e si vorrebbe starsene a letto.
Io personalmente la vivo abbastanza bene, ma la tensione si fa sentire e gioca il suo ruolo.
Si siamo amatori e non viviamo di corsa, per fortuna mi dico a volte, altrimenti sarebbe ben diversa la cosa.
Con questa settimana termino il breve periodo, specifico per le gare in piano e su asfalto.
Quest'anno è andata senza la mezza dei dogi, che si sovrappone a puro10000.
Ma sinceramente non è che mi dispiace più di tanto.
In queste settimane in cui ho caricato con gli allenamenti in piano, per modo di dire si intende, un maratoneta se la ride per i k che ho fatto, il mio fisico ne ha risentito un bel pò.
Molti molti fastidi e doloretti, polpacci, schiena, pube, sempre sotto controllo con costante yoga per runners, fatto la sera e la mattina.
Chiari microtraumi, che non avverto quando la corsa è nel bosco o comunque fuori asfalto.
L'asfalto fa male al nostro fisico, c'è poco da fare, che se ne dica, quando si viene iniziati alla corsa sull'asfalto, e si continua per questa strada, 1 su 1000 se la cava, il rimanente si ferma prima o dopo per guai fisici.
Il piacere della velocità pura, è vero, lo si prova su una superficie piana, ma ma a volte la si paga a cara prezzo e ce ne rendiamo conto sempre troppo tardi.
Dalla settimana prossima riprenderò a pieno la corsa nel bosco e in montagna, mentre le gare in piano saranno solo assaggi. Non vedo l'ora!
Quello che ho potuto dare come preparazione, l'ho dato al massimo come sempre, i presupposti per andare sotto i 38 ci sono tutti, ma ma ma, sarebbe troppo facile!
Il fine settimana scorso l'ho terminato con una ladder 1600 ladder_1600_rec_6:39
ben amministrata, considerando che venivo da una settimana carica di k, con ripetute, intervallati, sprint in salita.
Sabato mi sentivo proprio cotto e delle ripetute lunghe sui 2000 che avevo in mente, proprio non ne volevo sentire, nemmeno da distante, mi sentivo tutto ammaccato e dolorante.
La ladder mi è andata a genio e mi sono divertito.
Dopo due giorni di riposo completo, a base di sonno e tavola!, martedì mi sentivo rigenerato, ho provato 3k a RG, e sono andate benone, ripetute_3x1k_RG-1%_rec_1'45"_9:18
Amministrate bene e senza problemi.
Oggi 4x0.5k con recupero di 1', ripetute aerobiche su percorso sconnesso e saliscendi con le feline dynafit, media 3:40 da dio, mi sono dovuto tenere!
Domani un pò di ellittica e strecthing, e il ricordo di queste settimana si aggiungerà a tutte quelle pregara già vissute, le più belle sicuramente, poi.......il volo, o pronti per volare, con l'anima sicuramente.
venerdì 13 marzo 2015
Cruda realtà
Quando si leggono notizie come quella della scomparsa di Linda Scattolin, oltre allo star male interiore, si susseguono momenti di riflessioni continui nella mia testa.
Non l'ho mai conosciuta, ma da triatleta immagino il suo amore per la vita e la passione per uno sport così impegnativo.
Siamo sempre in balia di qualcosa che non possiamo prevedere, ci riteniamo eterni, come riteniamo eterni quelli a cui vogliamo più bene.
Siamo sempre sicuri che abbiamo ancora tanto da vivere e che niente ci fermerà.
Mi convinco sempre meno di questo e cerco che il mio vivere quotidiano sia meno scontato, ma più ricco di quel qualcosa che renda felice me e chi mi circonda.
Solo il tentare questo proposito mi fa stare bene, basta e avanza.
Ciao Linda sarai sempre viva nei cuori di molti di chi ti ha conosciuto e non.
Non l'ho mai conosciuta, ma da triatleta immagino il suo amore per la vita e la passione per uno sport così impegnativo.
Siamo sempre in balia di qualcosa che non possiamo prevedere, ci riteniamo eterni, come riteniamo eterni quelli a cui vogliamo più bene.
Siamo sempre sicuri che abbiamo ancora tanto da vivere e che niente ci fermerà.
Mi convinco sempre meno di questo e cerco che il mio vivere quotidiano sia meno scontato, ma più ricco di quel qualcosa che renda felice me e chi mi circonda.
Solo il tentare questo proposito mi fa stare bene, basta e avanza.
Ciao Linda sarai sempre viva nei cuori di molti di chi ti ha conosciuto e non.
mercoledì 21 gennaio 2015
Tasselli mancanti-salveregina bianchini lacrocetta scappin
Nel post continua esplorazione avevo fatto marcia indietro,
Sono andato avanti e indietro più volte, la cartina non mi dava nessun sentiero da percorrere, ma io ho percorso quello che intuivo e sono riuscito ad arrivare fino al punto in cui nella cartina c'erano traccie di sentiero. A quel punto però, dove in teoria dovevo trovare una via, ho trovato impossibile proseguire, vegetazione troppo fitta anche per la mia ostinazione.(punto con la freccia)
Non mando giù facilmente le "marcie indietro" ma le considero un passettino verso la ricerca ed esplorazione di cose nuove. E mi ripeto all'infinito, ciò non vale per la corsa, ma per qualsiasi cosa facciamo nella vita.
Fare marcia indietro vuol dire saper valutare delle condizioni oggettivamente, e rimandare il completamento o la continuazione in un secondo momento, quando ci saranno sufficienti, altri elementi validi.
Oggi sentivo che anche questo tassello era da sistemare, dopo studio e valutazione del percorso, ho ripercorso parte del sentiero di ieri, ad un certo punto ho deviato dove sapevo che dovevo, ma mi sono trovato nel nulla in mezzo al selvaggio bosco, nessun aiuto dalla mappa, provo a destra a sinistra, vado su e giù su pendi fangose all'inverosimile, solo grazie ai paletti sto in piedi, sono dentro fino al collo nelle sabbie mobili.
Lo si nota bene dalla traccia, dentro l'ellisse.
Nonostante nella cartina siano segnati sentieri, ed è evidente che ci sono, la vegetazione ha preso il sopravvento, se non vengono costantemente mantenuti, questo è quanto accade.
Sono andato avanti e indietro più volte, la cartina non mi dava nessun sentiero da percorrere, ma io ho percorso quello che intuivo e sono riuscito ad arrivare fino al punto in cui nella cartina c'erano traccie di sentiero. A quel punto però, dove in teoria dovevo trovare una via, ho trovato impossibile proseguire, vegetazione troppo fitta anche per la mia ostinazione.(punto con la freccia)

Non mando giù facilmente le "marcie indietro" ma le considero un passettino verso la ricerca ed esplorazione di cose nuove. E mi ripeto all'infinito, ciò non vale per la corsa, ma per qualsiasi cosa facciamo nella vita.
Fare marcia indietro vuol dire saper valutare delle condizioni oggettivamente, e rimandare il completamento o la continuazione in un secondo momento, quando ci saranno sufficienti, altri elementi validi.
Oggi sentivo che anche questo tassello era da sistemare, dopo studio e valutazione del percorso, ho ripercorso parte del sentiero di ieri, ad un certo punto ho deviato dove sapevo che dovevo, ma mi sono trovato nel nulla in mezzo al selvaggio bosco, nessun aiuto dalla mappa, provo a destra a sinistra, vado su e giù su pendi fangose all'inverosimile, solo grazie ai paletti sto in piedi, sono dentro fino al collo nelle sabbie mobili.
Lo si nota bene dalla traccia, dentro l'ellisse.
Nonostante nella cartina siano segnati sentieri, ed è evidente che ci sono, la vegetazione ha preso il sopravvento, se non vengono costantemente mantenuti, questo è quanto accade.
Proseguire ormai mi sembra folle, ma sono sopra proprio al punto in cui mi sono fermato qualche settimana fa!!!!! scorgo in discesa una traccia, 50% di pendenza, metà di me dice non pensarci nemmeno, l'altra metà non puoi rinunciare, buttati.
Dr. Jekyll e Mr. Hyde, vince jekyll, mi butto, scio sul fango, pongo la massima prudenza, non ci son pericoli, se cado mi infango e mi siedo sulla melma, niente di più.....
Incrocio lo scarico di un torrentello, acqua corrente, ma almeno c'è ghiaia e non si scivola.
Sento e annuso che sto arrivando al punto di incontro, e infatti ci arrivo con immensa gioia, rivedo il punto in cui mi ero bloccato qualche settimana prima, rido e mi dico, si effettivamente quella volta ho fatto bene, andar sù di quà non ci avrei mai pensato, la riguardo in salita e effettivamente fa impressione.
Proseguo la discesa vincitore e saltando come un matto tra sentieri noti. Ad un certo momento mi invento una deviazione invitante, che però termina poco dopo nel punto indicato dalla freccia, uno sbarramento blocca l'accesso ad una frana consistente.
Tornando giù, per evitare una "russa" affilata di spine...una fra le mille, mi si è infilato uno spino di 3-4mm nel dito, poco dolore, ma me ne accorgo per l'abbondante sangue, che non riesco a fermare nemmeno succhiando, sembra un rubinetto aperto.
E il motivo sta nella presenza dell'aculeo, correndo, decido di toglierlo a ...strappo senza pensarci troppo, uaaaa, un pò di bua, e poi di nuovo a succhiare e tenerlo alto, dopo qualche centinaio di mt tutto a posto, cicatrizzato e meglio di prima.
Nel ritorno, decido di non fare il sentiero per la tramontana, già percorso tempo fa, per tornare all'auto, all'altezza della contrà scappin devio secco a sinistra e prendo un sentiero ben segnato in cartina e ben visibile, che mi porta in salveregina.
Percorso chiuso dunque anche questo, tassello messo al suo posto, piccolo quadro da appendere, bello da vedere.
Se si fa così in tutto, l'anima sta bene, si sente completa, non importa quanto ci si metta ad appendere il quadro, l'importante è decidere di completarlo quando ci si sente pronti, e non smettere di cercare le briciole per comporre il tassello mancante.
Se si fa così in tutto, l'anima sta bene, si sente completa, non importa quanto ci si metta ad appendere il quadro, l'importante è decidere di completarlo quando ci si sente pronti, e non smettere di cercare le briciole per comporre il tassello mancante.
provatelo, ma evitate questo periodo, se non siete proprio selvaggi e non vi fa una beffa il fango, o sabbie mobili di fango.
E poi qualcuno mi chiede, ma vai a correre anche se piove??????
Mmmmmmmmmm no comment.
martedì 2 dicembre 2014
Mattoncino su mattoncino
Dalla mezza dei sei comuni ho abbandonato letteralmente il piano. Asfalto solo il necessario per percorrere i miei itinerari esplorativi e comunque sempre in argomento salita!!!! come queste
Ogni anno sento la necessità di fare qualcosa di alternativo, un'anno è il waveboard, un'anno l' hill inline skating.
Quest'anno domina l'esplorazione di nuovi percorsi.
Grazie alle mappe IGM disponibili sull'app Mytrail, con lo smartphone al polso, continuo a scoprire e collegare pecorsi nuovi.
Da dieci anni che giro questi luoghi, ma gira e rigira ero sempre sulla salveregina, e li avevo esplorato a destra e a sinistra.
Ora sono sulla zona valle dei calvi, zanchi, trentin, e sto scoprendo una mare di nuovi percorsi.
La cosa mi sta appassionando molto, e sto girando anche un minivideo, a piccoli pezzi si sta componendo il puzzle.
Voglio dar testimonianza di quanto siano utili ed efficaci i bastoncini da nordic.
Corro sempre con loro, asfalto o offroad che sia, non ne posso più fare a meno.
L'appropriata lunghezza e la possibilità di sganciarli velocemente e senza fastidio, rende l'utilizzo piacevole e limitato al necessario.
Si perchè in certe situazioni, la corsa naturale e istintiva, sopratutto in discesa, la fa da padrone.
Gabel è l'azienda di riferimento e acquistare prodotti di questo marchio non potrà che soddisfare la vostra esigenza.
Ora anche Puro Sport è diventato punto di acquisto di questo marchio.
Dunque ogni giorno vado allo sbando e scopro e collego percorsi, fatti in parte in precedenza.
Questa tecnica del costruire qualsiasi cosa, partendo da piccoli mattoncini, è divenuto una costante in ogni cosa che faccio della mia vita.
Dal lavoro, alla corsa, ai lavori in casa, al rapporto con le persone che mi circondano.
Con il passare degli anni, il poter fare una cosa dall'A alla Z, come dio comanda, è divenuto un semplice ricordo.
Dopo i figli e tutto il resto, il tempo disponibile si azzera e sembra che qualsiasi progetto diventi irrealizzabile, dunque, da umano che mi ritrovo, ho dovuto utilizzare la tecnica del "crea mattoncino su mattoncino", ma.......il mattoncino.....mettilo ogni giorno altrimenti.....resti al progetto su carta.
Nei percorsi questa tecnica è fenomenale, qualche giorno di devi accontentare di tentare una traccia, che sulla carta termina, ma tu scommetti che possa esserci una via per proseguire, la tenti, a volte ti devi arrendere, a volte riesci ad aprirla, e quando ci riesci e ti colleghi con altri percorsi, la soddisfazione è ineguagliabile.
Prendiamo quella di sabato, obbiettivo trovare una via di collegamento tra bressana alta di Malo, e il sentiero della croce, ove svolgo le ripetute preferite.
Si arriva alla contrà, zona di passaggio di molte marce come quella di San Valentino, si nota sulla sinistra una bella strada sterrata che va in mezzo al bosco, da anni ho sempre pensato che doveva portare in qualche modo alla croce.
Sabato dunque la percorro, è bella tracciata, a un certo punto si restringe, ma è evidente che è stata aperta una via, probabilmente dal contadino che avevo appena salutato, nella mia mente lo ringrazio.
Il percorso diventa questo!!!!
La pendenza sale al 50%, i paletti risultano fondamentali per salire, senza, la faccenda sarebbe seria!!!!
Siamo su tracciato similar maistrack e.....mi sto cominciando a divertire.
Sono in questo punto
e dopo un pò comprendo che lo sforzo del contadino era stato quello di aprirsi una strada per arrivare al CAPANNO!!!!!!! di caccia, e li terminava la via da lui aperta.
Ora mi trovavo di fronte a sola boscaglia selvaggia, che faccio????
Chiaro proseguo, la cartina mi indica la direzione e quello che mi trovo davanti è
lunedì 29 settembre 2014
Scorribanda serale alla ricerca di.......spazi dove volare
Questo settembre, come era prevedibile, ci stà regalando giornate favolose, temperature miti, tempo stabile.
Al pensare all'estate che non c'è stata, c'è proprio la voglia di goderselo tutto sto ultimo sprazzo di stagione.
E anche se la luce non è più quella, partire a correre alle 19:00 di sera con l'idea di fare fatica, per me oggi era un sogno, ed il sogno è stato realizzato.
Anche se ero già andato a correre a mezzogiorno, non importava, chiedevo ancora "spazio per volare"
Fatti 500mt D+ in 23:23 a sforzo medio, mi hanno veramente appagato, anche a 500mt si stava da dio, che bello.
E il ritorno al calare delle tenebre è stato incantevole, adoro queste situazioni, non c'è migliore coccola per la mia anima che richiede quotidianamente il suo spazio di libera espressione, lontana da ogni condizionamento, SOLO, alla ricerca dell'inutile ma sacro ansimare al limite delle possibilità.
Se non c'è questo in ogni giornata, IO sono veramente un'animale in gabbia.
Le sensazioni sono stati ottime, reattività gambe perfetta, sforzo medio, il profumo per una bella spippo c'è, gli ingredienti ci sono, vedremo se il cuoco sarà bravo altrettanto.
martedì 25 marzo 2014
Nuvole, cambiamento, incertezza, speranza.
Che parola magica, le nuvole!
Mai come in questo periodo si notano, il sole comincia ad avere forza, riscalda le masse d'aria e il terreno, provoca forti correnti ascensionali.
Penetrano masse di aria fredda, perchè l'inverno da gli ultimi colpi di coda.
Risultato, ogni giorno è diverso dall'altro, per il vento, la temperatura, il cielo, le nuvole cariche di pioggia che ogni tanto scaricano tutto il loro contenuto.
Trovo tutto questo fantastico e carico di energia, mi ritrovo in questa variabilità, nell'animo e nel cambiamento che mi impongo costantemente.
In tutto ciò però rivelo continuamente il mio stato di incertezza e vulnerabilità, pur avendo un lavoro soddisfacente e sicuro, salute, famiglia meravigliosa.
Questo aspetto del mio essere è sempre stato una costante del mio vivere, anche se apparentemente contrapposto al mio apparire, calmo e sicuro.
Calmo e sicuro lo sono, ma come stato di equilibrio di un continuo movimento che ricerco, mentale e fisico.
La mia vita è sempre stata una immensa quantità di domande e ricerca di perchè, ai quali, molto raramente sono riuscito a dare una risposta che mi lasciasse soddisfatto.
Fin dai primi studi scientifici ho capito e portato con me una cosa forse scontata, ma che non mi hai mai abbandonato, e cioè che qualsiasi cosa che ci circonda non è statica, mai!
Non è possibile assegnare una stato definito ad un oggetto, se non solo come astrazione matematica.
Il quadro appeso, sembra fermo ma in realtà non lo è, e nessuna delle sue caratteristiche lo è.
Dai colori alle sue dimensioni geometriche, alla sua posizione.
Avete mai visto il film, Il pianista sull'oceano?
Da brividi dalla prima all'ultima scena, ma in particolare quella in cui il quadro cade a terra e l'attore dice, sempre fermo li senza che nulla mai accadesse per anni e anni, poi ad un tratto bummm, poi ad un tratto bummm!!!!
Bè questa scena me la sarò riguardata centinaia di volte, io e il mio ragionamento del quadro che mi portavo fin da piccolo, sbandierato in quella scena del film, mi sembrava esserci dentro!!!!
Questo ragionamento, da quando l'ho percepito, non mi ha mai abbandonato, ed ha costantemente condizionato il mio essere.
Non so se sia anche un'indole personale, ma di sicuro è una componente molto forte e dominante di me.
Ognuno di noi è soggetto a questa regola indistintamente, purtroppo molti non riescono a cogliere la forza di questa proprietà intrinseca, vuoi per condizionamenti o sfortune di vario genere indipendenti dalla loro volontà.
Dico questo perchè, se colta e valorizzata, essa porta inevitabilmente al perfezionamento e a un modo migliore di sentire e vivere la vita.
Con questo intendo che si può provare più piacere, e ognuno di noi cerca questo, da quando nasce fino alla morte.
Non è necessario essere una cima, ma l'importante è provare piacere nel raggiungere la cima.
Da qui il titolo del mio blog come espressione del mio modo di essere.
E da qui anche l'affermazione che lo accompagna,
se cerchi l'equilibrio interiore, muoviti, non importa come,
Ora, tornando con i piedi per terra, e guardando le nuvole, cosa che ho sempre adorato fare, e sopratutto in questi giorni, vedo in esse la variabilità e l'incertezza del nostro tempo, ma ciò non riesco a separarlo dalla speranza che il sole prima o dopo apparirà, e proverò gioia nel vederlo e nel vedere risplendere il paesaggio che illuminerà.
La speranza mia dunque è che ognuno viva l'instabilità come movimento verso un nuovo stato di equilibrio.
Mai come in questo periodo si notano, il sole comincia ad avere forza, riscalda le masse d'aria e il terreno, provoca forti correnti ascensionali.
Penetrano masse di aria fredda, perchè l'inverno da gli ultimi colpi di coda.
Risultato, ogni giorno è diverso dall'altro, per il vento, la temperatura, il cielo, le nuvole cariche di pioggia che ogni tanto scaricano tutto il loro contenuto.
Trovo tutto questo fantastico e carico di energia, mi ritrovo in questa variabilità, nell'animo e nel cambiamento che mi impongo costantemente.
In tutto ciò però rivelo continuamente il mio stato di incertezza e vulnerabilità, pur avendo un lavoro soddisfacente e sicuro, salute, famiglia meravigliosa.
Questo aspetto del mio essere è sempre stato una costante del mio vivere, anche se apparentemente contrapposto al mio apparire, calmo e sicuro.
Calmo e sicuro lo sono, ma come stato di equilibrio di un continuo movimento che ricerco, mentale e fisico.
La mia vita è sempre stata una immensa quantità di domande e ricerca di perchè, ai quali, molto raramente sono riuscito a dare una risposta che mi lasciasse soddisfatto.
Fin dai primi studi scientifici ho capito e portato con me una cosa forse scontata, ma che non mi hai mai abbandonato, e cioè che qualsiasi cosa che ci circonda non è statica, mai!
Non è possibile assegnare una stato definito ad un oggetto, se non solo come astrazione matematica.
Il quadro appeso, sembra fermo ma in realtà non lo è, e nessuna delle sue caratteristiche lo è.
Dai colori alle sue dimensioni geometriche, alla sua posizione.
Avete mai visto il film, Il pianista sull'oceano?
Da brividi dalla prima all'ultima scena, ma in particolare quella in cui il quadro cade a terra e l'attore dice, sempre fermo li senza che nulla mai accadesse per anni e anni, poi ad un tratto bummm, poi ad un tratto bummm!!!!
Bè questa scena me la sarò riguardata centinaia di volte, io e il mio ragionamento del quadro che mi portavo fin da piccolo, sbandierato in quella scena del film, mi sembrava esserci dentro!!!!
Questo ragionamento, da quando l'ho percepito, non mi ha mai abbandonato, ed ha costantemente condizionato il mio essere.
Non so se sia anche un'indole personale, ma di sicuro è una componente molto forte e dominante di me.
Ognuno di noi è soggetto a questa regola indistintamente, purtroppo molti non riescono a cogliere la forza di questa proprietà intrinseca, vuoi per condizionamenti o sfortune di vario genere indipendenti dalla loro volontà.
Dico questo perchè, se colta e valorizzata, essa porta inevitabilmente al perfezionamento e a un modo migliore di sentire e vivere la vita.
Con questo intendo che si può provare più piacere, e ognuno di noi cerca questo, da quando nasce fino alla morte.
Non è necessario essere una cima, ma l'importante è provare piacere nel raggiungere la cima.
Da qui il titolo del mio blog come espressione del mio modo di essere.
E da qui anche l'affermazione che lo accompagna,
se cerchi l'equilibrio interiore, muoviti, non importa come,
Ora, tornando con i piedi per terra, e guardando le nuvole, cosa che ho sempre adorato fare, e sopratutto in questi giorni, vedo in esse la variabilità e l'incertezza del nostro tempo, ma ciò non riesco a separarlo dalla speranza che il sole prima o dopo apparirà, e proverò gioia nel vederlo e nel vedere risplendere il paesaggio che illuminerà.
La speranza mia dunque è che ognuno viva l'instabilità come movimento verso un nuovo stato di equilibrio.
martedì 4 marzo 2014
Perseverare=seminare=vivere
Seppure scomodo andava fatto, pur sapendo che non girava.
La mente ha molte risorse, il fisico un pò meno, ma se riusciamo a trovare la sinergia giusta, i risultati arrivano perchè sono dietro l'angolo.
Ossia, se lasciamo il tempo al fisico di adattarsi allo stimolo che iniettiamo, la reazione è assicurata.
Io sto continuamente iniettando stimoli, mentre la pazienza nell'attendere l'adattamento spesso viene meno, ma questo è fondamentale!
Spesso ci rifletto e mi alleno con passione e perseveranza comunque, pur sapendo che il risultato non sarà il migliore, ma adeguato a quella giornata.
Intanto si semina e si mette in saccoccia.
In questo vedo un pò tutte le tappe raggiunte della mia vita, tappe che hanno richiesto tenacia e metodicità.....sport o studio che siano state!
L'ottimo comunque è arrivare a preparare LA GIORNATA giusta il giorno della gara...o "prova".
Quando tutte le componenti si sommano in modo costruttivo, aggiungendo un pelo di combinazione casuale di eventi e momenti...chiamasi fortuna, il frutto è pronto per essere preso e gustato.
Il crono risponderà di sicuramente se il sapore del frutto ci piacerà, ovvero ci saremo divertiti.
Quando mi impegno, quando soffro, quando nella mia corsa mi scollego dalla realtà e vivo un tutt'uno con il mio istinto, quello è il momento in cui mi sento vivo e mi illudo di essere onnipotente.
Bè fa piacere illudersi, non neghiamolo, fa parte del nostro limite di essere umani.
Dunque, con l'obbiettivo di attendere l'adattamento, lascerò buono il fisico in vista di una prova seria per sabato, di seguito il programma.
Domani corsa rigenerante, giovedì richiami di velocità sui 200mt senza spinta massima, venerdì corsa rigenerante.
I miei allenamenti di oggi
riscaldamento_interv_30"_30"
CV_4k
defaticamento_interv_30"_30"
0.5k
venerdì 17 gennaio 2014
L'intervallato, l'allenamento più divertente e sempre più quotato!
Mi piace trovare conferme da fonti autorevoli, in merito a ciò che reputo sia il tipo di allenamento più divertente.
La teoria, relativa al fatto che in inverno è importante creare la base per la futura stagione, percorrendo molti k a ritmi medio lenti, è in corso di aggiornamento.
Lo trovate scritto in questo articolo The Basics Of Base Training For Runners, che ho letto di recente.
In questo passaggio la chiave
For whatever reason, most coaches and athletes didn’t believe that athletes should be doing any specific workouts other than just running during the base phase.
This concept became the prevalent approach to base training: lots of easy, slow miles and no workouts. In fact, it’s what most runners today consider a base phase. Unfortunately, that’s not what Lydiard intended and it’s not what recent developments in training science have found to be ideal.
E nel finale
It should be apparent by this point that the idea of base training as most runners understand it — lots of easy miles — is widely inaccurate.
Si capisce leggendo l'articolo che oltre a correre lunghe distanze a velocità medio lente, è importante inserire allenamenti intervallati e fartlek, che altro non sono che degli intervallati senza riferimenti scadenzati di tempo o distanza, ma basati su mete in natura che uno si prefigge di raggiungere.
Lo scopo è di stimolare e massimizzare tutti i sistemi preposti all'efficenza neuromuscolare.
Personalmente odio le velocità costanti e amo gli intervallati.
Sono disposto a convertire qualsiasi medio o lungo in un intervallato, ora lo farò con ancora maggiore giustificazione e soddisfazione.
Domani un progressivo 4-3-2-1 mi aspetta, pioggia o non pioggia!
Questa settimana il mio fisico ha ripreso ad adattarsi, e comincio a rispondere bene agli stimoli.
Due giorni di cammino nel bosco ci sono comunque stati, causa maltempo e voglia di stare da solo con i miei pensieri in mezzo alla natura, avvolto da nebbia, pioggia e freddo, ho sentito il mio io parlare, non capita spesso, perchè siamo sempre immersi nell'ascoltare gli altri e i problemi degli altri e ......sono stato veramente bene, tutto si è riordinato e i cubetti hanno ripreso il loro posto e sopratutto la loro importanza.
Non esiste medicina migliore per l'anima!
La teoria, relativa al fatto che in inverno è importante creare la base per la futura stagione, percorrendo molti k a ritmi medio lenti, è in corso di aggiornamento.
Lo trovate scritto in questo articolo The Basics Of Base Training For Runners, che ho letto di recente.
In questo passaggio la chiave
For whatever reason, most coaches and athletes didn’t believe that athletes should be doing any specific workouts other than just running during the base phase.
This concept became the prevalent approach to base training: lots of easy, slow miles and no workouts. In fact, it’s what most runners today consider a base phase. Unfortunately, that’s not what Lydiard intended and it’s not what recent developments in training science have found to be ideal.
E nel finale
It should be apparent by this point that the idea of base training as most runners understand it — lots of easy miles — is widely inaccurate.
Si capisce leggendo l'articolo che oltre a correre lunghe distanze a velocità medio lente, è importante inserire allenamenti intervallati e fartlek, che altro non sono che degli intervallati senza riferimenti scadenzati di tempo o distanza, ma basati su mete in natura che uno si prefigge di raggiungere.
Lo scopo è di stimolare e massimizzare tutti i sistemi preposti all'efficenza neuromuscolare.
Personalmente odio le velocità costanti e amo gli intervallati.
Sono disposto a convertire qualsiasi medio o lungo in un intervallato, ora lo farò con ancora maggiore giustificazione e soddisfazione.
Domani un progressivo 4-3-2-1 mi aspetta, pioggia o non pioggia!
Questa settimana il mio fisico ha ripreso ad adattarsi, e comincio a rispondere bene agli stimoli.
Due giorni di cammino nel bosco ci sono comunque stati, causa maltempo e voglia di stare da solo con i miei pensieri in mezzo alla natura, avvolto da nebbia, pioggia e freddo, ho sentito il mio io parlare, non capita spesso, perchè siamo sempre immersi nell'ascoltare gli altri e i problemi degli altri e ......sono stato veramente bene, tutto si è riordinato e i cubetti hanno ripreso il loro posto e sopratutto la loro importanza.
Non esiste medicina migliore per l'anima!
lunedì 9 dicembre 2013
La corsa invernale...magia
Sabato mattina una corsa proprio ben assaporata.
Qualche k di riscaldamento doveroso, vista la temperatura sotto zero, difficile andare a regime, per uno magrolino come me, solo gli occhi che spuntano fuori, pur coperto a dovere con materiale tecnico, sento l'aria gelida che penetra.
Vestirmi troppo non mi va, perchè poi odio sentirmi appesantito, dunque via si va.
Dopo i k di riscaldamento, cerco una parvenza di velocizzazione, con 8k di ripetute intermittenti
ripetute_intermittenti_40x0.1k_rec_30sec by dugatoandrea at Garmin Connect - Details
100mt in crescendo a 3:30 e 30sec di recupero quasi attivo intorno ai 5:00.
Poco sofferti e appaganti anche se ne ho fatti di migliori, oggi poco importa, volevo solo far girare le gambe un pò più velocemente.
Odio il freddo, lo soffro, lo sapete, ma correre al mattino in questo periodo, con la brina sui campi, ghiaccio sulla strada, il sole che sorge, il vapore che sale dai campi, l'abbaiare dei cani in lontananza, qualche rintocco di campana, non ha veramente prezzo.
Mi sento così vitale e pieno di energia, quasi onnipotente per la felicità, anche se dietro l'angolo la mia umanità resta sempre lì che mi aspetta.
Ringrazio chiunque abbia creato questo paradiso e la fortuna che mi è stata data di poter gioire della mia fisicità. Velocità, tempi, crono, in questi momenti sono veramente irrilevanti, come mosche volanti che quasi disturbano l'anima che cerca libertà, libertà di correre per nulla, per niente, per il solo gusto di farlo, e nel farlo, sentire il riequilibrarsi di ogni alterazione .......
Siamo pieni di tutto e di tutti, abbiamo bisogno di fare qualcosa per nessuna ragione, solo con il fine di entrare in contatto con il nostro puro ed essenziale essere, cosa che ci manca molto durante il resto del giorno di lavoro.
Ritorno dunque a Malo a ritmo lento, e ciò mi consente ancora di più nel godere del momento e di ciò che mi circonda.
Totale 18k! Il giorno dopo, stessa storia, ma destinazione Montepian!
Malo_Chiesa_SanValentino_8% by dugatoandrea at Garmin Connect - Details
sempre molto sotto zero, specialmente nelle zone in ombra.
Solo sulla cima, se così la si può chiamare, il sole mi accarezza un pò, arrivato alla chiesa di san valentino, mi guardo attorno, che spettacolo, montagne innevate a 360°, silenzio e il mio io!
L'aria gelata si scontra con la minima parte intorno agli occhi, unica parte esposta! da tutto il mio corpo si alza vapore, sembro proprio vivo e....fumante!
Mi sento osservato, mi giro, in mezzo al campo, un capriolo immobile mi sta fissando, io mi fermo e ci osserviamo, fuma pure lui dalla bocca con il suo alito.
Passano 30 sec., entrambi immobili, poi lui parte di scatto, lo saluto e parto pure io.
In quei 30sec. quante cose mi sono passate per la testa, poi avrei potuto toccare il cielo, ma.......mi sono limitato a correre.....
Qualche k di riscaldamento doveroso, vista la temperatura sotto zero, difficile andare a regime, per uno magrolino come me, solo gli occhi che spuntano fuori, pur coperto a dovere con materiale tecnico, sento l'aria gelida che penetra.
Vestirmi troppo non mi va, perchè poi odio sentirmi appesantito, dunque via si va.
Dopo i k di riscaldamento, cerco una parvenza di velocizzazione, con 8k di ripetute intermittenti
ripetute_intermittenti_40x0.1k_rec_30sec by dugatoandrea at Garmin Connect - Details
100mt in crescendo a 3:30 e 30sec di recupero quasi attivo intorno ai 5:00.
Poco sofferti e appaganti anche se ne ho fatti di migliori, oggi poco importa, volevo solo far girare le gambe un pò più velocemente.
Odio il freddo, lo soffro, lo sapete, ma correre al mattino in questo periodo, con la brina sui campi, ghiaccio sulla strada, il sole che sorge, il vapore che sale dai campi, l'abbaiare dei cani in lontananza, qualche rintocco di campana, non ha veramente prezzo.
Mi sento così vitale e pieno di energia, quasi onnipotente per la felicità, anche se dietro l'angolo la mia umanità resta sempre lì che mi aspetta.
Ringrazio chiunque abbia creato questo paradiso e la fortuna che mi è stata data di poter gioire della mia fisicità. Velocità, tempi, crono, in questi momenti sono veramente irrilevanti, come mosche volanti che quasi disturbano l'anima che cerca libertà, libertà di correre per nulla, per niente, per il solo gusto di farlo, e nel farlo, sentire il riequilibrarsi di ogni alterazione .......
Siamo pieni di tutto e di tutti, abbiamo bisogno di fare qualcosa per nessuna ragione, solo con il fine di entrare in contatto con il nostro puro ed essenziale essere, cosa che ci manca molto durante il resto del giorno di lavoro.
Ritorno dunque a Malo a ritmo lento, e ciò mi consente ancora di più nel godere del momento e di ciò che mi circonda.
Totale 18k! Il giorno dopo, stessa storia, ma destinazione Montepian!
Malo_Chiesa_SanValentino_8% by dugatoandrea at Garmin Connect - Details
sempre molto sotto zero, specialmente nelle zone in ombra.
Solo sulla cima, se così la si può chiamare, il sole mi accarezza un pò, arrivato alla chiesa di san valentino, mi guardo attorno, che spettacolo, montagne innevate a 360°, silenzio e il mio io!
L'aria gelata si scontra con la minima parte intorno agli occhi, unica parte esposta! da tutto il mio corpo si alza vapore, sembro proprio vivo e....fumante!
Mi sento osservato, mi giro, in mezzo al campo, un capriolo immobile mi sta fissando, io mi fermo e ci osserviamo, fuma pure lui dalla bocca con il suo alito.
Passano 30 sec., entrambi immobili, poi lui parte di scatto, lo saluto e parto pure io.
In quei 30sec. quante cose mi sono passate per la testa, poi avrei potuto toccare il cielo, ma.......mi sono limitato a correre.....
domenica 1 dicembre 2013
Periodo tranquillo=recupero
Periodo di calma, e ci voleva.
Corro a vista, cercando di non perdere ritmo e forza.
Un giorno salita, un giorno piano, un giorno ripetute.....come sempre, ma senza particolari obbiettivi, solo di spingere e divertirmi.
Mi concentro più sulle sensazioni, e rifletto su come mescolare le carte quest'inverno per tirare fuori 1:23 in mezze e under 37 nei 10000 della stravicenza e puro10000.
Molte riflessioni, più k?, non posso, tengo famiglia, e lavoro, più condensati e ottimizzati di così i miei allenamenti non possono essere.
Mah, mah, penso ad altre soddisfazioni e cose della mia vita, ho tutte le fortune di questo pianeta.
Salute, lavoro, famiglia, passioni, energia da vendere, e allora faccio il meglio che posso divertendomi.
Che significa, leggere articoli sulla corsa, cercare di capirne di più, provare su me stesso, sperimentare.
In questo ultimo anno, l'approccio al web in modalità alternativa, con gli RSS reader, facebook, twitter, la scoperta di siti fantastici come competitor.com, runner's world, gli articoli del mitico orlando pizzolato, video su you tube, mi hanno consentito di leggere articoli e vedere svariate applicazioni.
Incredibile quanto sia bella la corsa! La corsa non è solo corsa ma un mondo da esplorare in continuazione.
Ogni parte del nostro fisico risponde a stimoli e il modo e tempo nei quali li somministriamo, crea la ricetta miracolosa che fa sfornare la torta speciale che tutti abbiamo in mente.
Solo questione di pb da sfondare?.....no...è solo una briciola della soddisfazione che la corsa ti può dare, tutto il resto è emozione e contatto con la natura.
E di questo mi cibo io, il resto è normale spinta a raggiungere la cima prima degli altri, con l'entusiasmo che provavamo quando abbiamo imparato a camminare e poi a correre.
Un'istinto che non ci abbandonerà mai, ma che dobbiamo sapere dosare nella giusta quantità per non farci del male.
La gioia è nello stare insieme, condividere momenti di fatica, di sconforto, tanto quanto la vita comune di tutti i giorni.
Ma nella corsa, la sinfonia è diversa, là esce il nostro io istintivo e più profondo, e da questa dimensione non ci distaccheremo mai.
Ci piacerebbe essere sempre in gara e finita una, subito a pensare alla prossima.
Che sia il motivo per cui ci sono sempre più ultratrail e ultramaratone?????
Io intanto penso agli ingredienti per le due torte, 1:23 e 37, le troverò?
lunedì 1 luglio 2013
Quanto mi insegna la corsa.....meravigliosa corsa
Podostica di S.pietr archiviata per mancanza di voglia.
Dalla cronoscalata del summano la voglia di competere è andata scemando, una vera propria mancanza di motivazione, ma non di voglia di correre e sfidare qualcosa che ad esempio mi girava per la testa da molto.
L'attacco al pb sulla salita alla chiesa di san valentino, dopo due sole uscite in settimana e molto blande, le gambe si potevano dire recuperate.
giovedì e venerdì fermo macchina per impegni, venerdì rinuncia alla podistica si s.pietro, sabato mattina ore 7:30 sono programmato per l'attacco.
Aria frizzante al punto giusto, sole che sta levando, caffè a stomaco vuoto, garmin fixed, breve riscaldamento alla casa degli alpini di malo, strecthing, uno sguardo e curiosità alla natura che si sta svegliando, le oche che cercano il sole, io pure.
La storia parte da prima del 2000, molte molte salite, il pb del 2002 con 21:56 resiste per anni, arrivano i bimbi e inizia chiaramente un calo di forma e prestazioni.
Dopo la ripresa della migliore condizioni e a giugno 2011 arriva come un lampo e che ricorderò per sempre, la prima frantumazione con 21:51, un primo segnale che mi darà molto.
Nella mia testa il sogno di scendere sotto i 20min un domani, i big qui potrebberò andare sotto i 17 penso, ma per me per ora basterebbe sotto i 20.
L'idea si concretizza sempre più quando alla vigilia di natale dell'anno scorso, senza reale intenzione, porto a casa un 21:04!!!!
Si ma comunque pelare i secondi si può, penso, ma un min su 21 non è comunque facile.
Ma la corsa mi conferma sempre più, che ad un certo punto la sensazione di potercela fare a superare un limite, la senti dentro e basta, il cronometro è un'aiuto ma niente più.
Dunaque sabato parto convinto, facendo scattare il crono, la media da tenere è 5:42, ma non guarderò mai il garmin!!!!!
La pendenza media è dell'8%, ma è pura matematica, sono alternati tratti con pendenza a 17-18%, con tratti quasi piani in cui si riesce ad andare sotto i 4:00.
Bisogna andare a sensazione e dare tutto il gas possibile!!!!
Sensazioni perfette e ritmo perfetto, tutto fila liscio, ma sento che manca qualcosa, non so cosa ma sento che non ci sto credendo fino in fondo, non sono convinto di essere all'altezza.
Facile da dire ma difficile da spiegare, stò dando il massimo, durante la corsa si susseguono nella mia mente un pò tutte le salita fatte, nelle varie stagioni e condizioni fisiche.
E' come un'esame di coscienza, non mi sento pronto....perchè????
E il crono non lo guardo, se fossi stato convinto e padrone della situazione l'avrei guardato e sereno e invece il mio era mancanza di coraggio.
In questo alternarsi di stati d'animo, percorro gli ultimi 400mt, sulla cima, quasi piani con anche una leggera discesa do tutto me stesso, ma sono convinto che non basterà..........caspita che nervi sta mancanza di .....
Il crono lo fermo quando il piede tocca lo scalino della chiesa di san valentino, guardo il crono, 20:01
Malo_Chiesa_SanValentino_8% by dugatoandrea at Garmin Connect - Details
20:01, 20:01 mi ripeterò cento volte, sono contento al punto che mi commuovo perchè ho avuto la conferma definitiva che le sensazioni sono tutto, e al tempo stesso sono arrivato a 1 sec dal limite famoso, quasi due minuti in meno del lontano 2002.
Allora pesavo 73kg, ora 68.5, il tempo passa, l'efficienza migliora e in parallelo il mio sentire per la vita.
Ora scendere sotto i 20 dipenderà solo dalla mia testa.
Non posso comunque ringraziare il creatore che mi ha dato la fortuna e possibilità di poter fare queste cose.
E ora vediamo se mi torna la voglia per la Corsa dell'anguriara di Giavenale il cui devoluto andrà alla città della speranza, mi raccomando se potete partecipate.
Dalla cronoscalata del summano la voglia di competere è andata scemando, una vera propria mancanza di motivazione, ma non di voglia di correre e sfidare qualcosa che ad esempio mi girava per la testa da molto.
L'attacco al pb sulla salita alla chiesa di san valentino, dopo due sole uscite in settimana e molto blande, le gambe si potevano dire recuperate.
giovedì e venerdì fermo macchina per impegni, venerdì rinuncia alla podistica si s.pietro, sabato mattina ore 7:30 sono programmato per l'attacco.
Aria frizzante al punto giusto, sole che sta levando, caffè a stomaco vuoto, garmin fixed, breve riscaldamento alla casa degli alpini di malo, strecthing, uno sguardo e curiosità alla natura che si sta svegliando, le oche che cercano il sole, io pure.
La storia parte da prima del 2000, molte molte salite, il pb del 2002 con 21:56 resiste per anni, arrivano i bimbi e inizia chiaramente un calo di forma e prestazioni.
Dopo la ripresa della migliore condizioni e a giugno 2011 arriva come un lampo e che ricorderò per sempre, la prima frantumazione con 21:51, un primo segnale che mi darà molto.
Nella mia testa il sogno di scendere sotto i 20min un domani, i big qui potrebberò andare sotto i 17 penso, ma per me per ora basterebbe sotto i 20.
L'idea si concretizza sempre più quando alla vigilia di natale dell'anno scorso, senza reale intenzione, porto a casa un 21:04!!!!
Si ma comunque pelare i secondi si può, penso, ma un min su 21 non è comunque facile.
Ma la corsa mi conferma sempre più, che ad un certo punto la sensazione di potercela fare a superare un limite, la senti dentro e basta, il cronometro è un'aiuto ma niente più.
Dunaque sabato parto convinto, facendo scattare il crono, la media da tenere è 5:42, ma non guarderò mai il garmin!!!!!
La pendenza media è dell'8%, ma è pura matematica, sono alternati tratti con pendenza a 17-18%, con tratti quasi piani in cui si riesce ad andare sotto i 4:00.
Bisogna andare a sensazione e dare tutto il gas possibile!!!!
Sensazioni perfette e ritmo perfetto, tutto fila liscio, ma sento che manca qualcosa, non so cosa ma sento che non ci sto credendo fino in fondo, non sono convinto di essere all'altezza.
Facile da dire ma difficile da spiegare, stò dando il massimo, durante la corsa si susseguono nella mia mente un pò tutte le salita fatte, nelle varie stagioni e condizioni fisiche.
E' come un'esame di coscienza, non mi sento pronto....perchè????
E il crono non lo guardo, se fossi stato convinto e padrone della situazione l'avrei guardato e sereno e invece il mio era mancanza di coraggio.
In questo alternarsi di stati d'animo, percorro gli ultimi 400mt, sulla cima, quasi piani con anche una leggera discesa do tutto me stesso, ma sono convinto che non basterà..........caspita che nervi sta mancanza di .....
Il crono lo fermo quando il piede tocca lo scalino della chiesa di san valentino, guardo il crono, 20:01
Malo_Chiesa_SanValentino_8% by dugatoandrea at Garmin Connect - Details
20:01, 20:01 mi ripeterò cento volte, sono contento al punto che mi commuovo perchè ho avuto la conferma definitiva che le sensazioni sono tutto, e al tempo stesso sono arrivato a 1 sec dal limite famoso, quasi due minuti in meno del lontano 2002.
Allora pesavo 73kg, ora 68.5, il tempo passa, l'efficienza migliora e in parallelo il mio sentire per la vita.
Ora scendere sotto i 20 dipenderà solo dalla mia testa.
Non posso comunque ringraziare il creatore che mi ha dato la fortuna e possibilità di poter fare queste cose.
E ora vediamo se mi torna la voglia per la Corsa dell'anguriara di Giavenale il cui devoluto andrà alla città della speranza, mi raccomando se potete partecipate.
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lunedì 10 giugno 2013
Sempre avanti
Niente S.Antonio Night Race seppure iscritto, impegni familiari hanno prevalso.
Niente Sleghelauf.....perchè non ne avevo voglia e c'erano altri momenti da vivere, nell'indecisione, faccio prevalere la voglia pura di fare qualcosa, niente gare perchè le devo fare, la competizione fa parte di me e non ne posso fare a meno, ma se non se ho voglia d'altro, e così sia.
Dunque sabato mattina una cosa che avevo veramente voglia di fare, salire fino a metà summano, sputare fuori l'anima, sedermi sulla panca fatta di mezzo tronco d'albero, che si trova a sinistra del prà minore, stare seduto mentre avevo ancora il fiatone, a petto nudo sentire il sudore sgrondare in ogni centimetro del mio corpo, assaporare il panorama che avevo davanti, la tranquillità che mi circondava.
Mi sono immaginato, quanti altri migliaia di runners, sparsi in tutto il pianeta stavano provando il piacere che stavo provando io, semplicemente nel fare fatica, e questo mi ha fatto sentire un tutt'uno con questo sport e tutti quelli che quando possono corrono.
Non ho potuto chiedere di meglio, sempre in modalità fartlek, ne è venuto fuori anche una bella media summano13.3%_fartlek_1'_1'_8:10_6:27_138_140bpm by dugatoandrea at Garmin Connect - Details
7:12, a 2 secondi dal personale della gara del 2011.
Ho puntato sopratutto sul minuto veloce, in cui sono riuscito a tenere 6:27, le gambe spingevano bene, nel minuto lento però ho sofferto parecchio, avrei voluto qualcosa di più, ma vedendo gli altri fartlek fatti, anche questo ritmo è stato in assoluto il migliore....veramente contento quando accadono queste cose, sopratutto dopo un giorno intero di cammino a gardland!!!!
Il mattino dopo, non ancora soddisfatto, ho fatto il mio adorato montepian, a ritmo medio e senza faticare troppo, andando a 5 sec dal personale, cosa posso altro chiedere di più????
Malo_Chiesa_SanValentino_8%_rec_0.11k_13:53_114bpm by dugatoandrea at Garmin Connect - Details
Questo è l'anno in cui proverò a portare questo tempo sotto i 20:00, ora sono a 21:05, devo annusare il momento propizio per provarci, ma sento che il momento arriverà, basta coglierlo quando maturo!
Sto bene e l'efficienza è notevole, se ci sono gare da fare bene, altrimenti viva la corsa e avanti sempre!!!!
Prossima mira sabato prossimo alla Corsa dello sportivo, una gara divertente di 6k, dunque la settimana dopo, la cronoscalata dei gerolimini, gara a cui punterò molto!
Niente Sleghelauf.....perchè non ne avevo voglia e c'erano altri momenti da vivere, nell'indecisione, faccio prevalere la voglia pura di fare qualcosa, niente gare perchè le devo fare, la competizione fa parte di me e non ne posso fare a meno, ma se non se ho voglia d'altro, e così sia.
Dunque sabato mattina una cosa che avevo veramente voglia di fare, salire fino a metà summano, sputare fuori l'anima, sedermi sulla panca fatta di mezzo tronco d'albero, che si trova a sinistra del prà minore, stare seduto mentre avevo ancora il fiatone, a petto nudo sentire il sudore sgrondare in ogni centimetro del mio corpo, assaporare il panorama che avevo davanti, la tranquillità che mi circondava.
Mi sono immaginato, quanti altri migliaia di runners, sparsi in tutto il pianeta stavano provando il piacere che stavo provando io, semplicemente nel fare fatica, e questo mi ha fatto sentire un tutt'uno con questo sport e tutti quelli che quando possono corrono.
Non ho potuto chiedere di meglio, sempre in modalità fartlek, ne è venuto fuori anche una bella media summano13.3%_fartlek_1'_1'_8:10_6:27_138_140bpm by dugatoandrea at Garmin Connect - Details
7:12, a 2 secondi dal personale della gara del 2011.
Ho puntato sopratutto sul minuto veloce, in cui sono riuscito a tenere 6:27, le gambe spingevano bene, nel minuto lento però ho sofferto parecchio, avrei voluto qualcosa di più, ma vedendo gli altri fartlek fatti, anche questo ritmo è stato in assoluto il migliore....veramente contento quando accadono queste cose, sopratutto dopo un giorno intero di cammino a gardland!!!!
Il mattino dopo, non ancora soddisfatto, ho fatto il mio adorato montepian, a ritmo medio e senza faticare troppo, andando a 5 sec dal personale, cosa posso altro chiedere di più????
Malo_Chiesa_SanValentino_8%_rec_0.11k_13:53_114bpm by dugatoandrea at Garmin Connect - Details
Questo è l'anno in cui proverò a portare questo tempo sotto i 20:00, ora sono a 21:05, devo annusare il momento propizio per provarci, ma sento che il momento arriverà, basta coglierlo quando maturo!
Sto bene e l'efficienza è notevole, se ci sono gare da fare bene, altrimenti viva la corsa e avanti sempre!!!!
Prossima mira sabato prossimo alla Corsa dello sportivo, una gara divertente di 6k, dunque la settimana dopo, la cronoscalata dei gerolimini, gara a cui punterò molto!
domenica 21 aprile 2013
Programmi
Settimana di incertezze per la tipologia di allenamenti da inserire.
Avevo in programma la dieci miglia delle rose di domenica 28 apr., ma impegni familiari mi impediranno di esserci.
Quando si ha famiglia, la programmazione delle gare diventa relativa e tutto si deve adattare e sopratutto ci si deve accontentare, a volte anche riuscire a correre diventa un successo.
Niente dieci miglia delle rose, niente Santorso Race del Bress, mi dispiace ma sarà per la prossima.
Da quà in poi le gare saranno sopratutto trail, con alcune garette serali brevi in piano e non, che sempre ci stanno nei periodi caldi.
Non smetterò comunque con gli allenamenti in piano, solo che saranno meno rilevanti e più di carattere ripetute veloci e brevi.
Dopo il puro 10000 ho continuato a correre a buoni ritmi
LUNEDI' un medio in salita nel bosco
MARTEDI' corsa media lenta
MERCOLEDI' un'impegno di lavoro a schio nella mattinata mi consente di fare metà Summano a minuto intervallato
ho rivolto maggiore impegno sul minuto veloce che non su quello lento,
Ne è venuta fuori una media a 6:30 sul minuto veloce e 8:39 su quello lento, media totale a 7:23, quella del pb. La cosa notevole è stato sentire sensazione ottime nel ritmo veloce, con una spinta che non ho mai sentito così poderosa fin'ora.
Penso proprio che quest'anno avrò ottime sorprese anche nelle gare in salita.
Arrivato a metà Summano, mi sono fermato un quarto d'ora sulla panchina che si trova a sinistra, fatta con un tronco di legno, ho goduto del silenzio che mi circondava, e ammirato dello spettacolo che avevo davanti, Novegno, le creste, il Pasubio e tutto il resto della vallata.
Questi momenti pagano più di qualsiasi altra cosa e dopo la famiglia sono in assoluti quelli più ricaricanti per l'anima
GIOVEDI' gambe molto doloranti, dunque minuto intervallato in piano, che sempre ci stanno in queste condizioni, o comunque quando non si è in condizione di fare molta fatica
VENERDI' corsa lenta nel bosco
SABATO tempo incerto e minaccioso, decido per ripetute intermittenti sui 100mt recupero 20sec.
altro non potevo chiedere, mi sentivo veramente rotto e con gambe molto dure.
resisto per 6k a ritmo discreto sui 100mt, sul recupero vado anche meglio del solito
ma a un certo punto devo fermarmi perchè mi sto tirando troppo il collo, i 20 sec di recupero a un certo punto sembrano non esistere più e i 3:36 di media che sto tenendo sono troppo veloci in questo momento
è veramente un'ottimo allenamento questo, quando si ha in mente di migliorare su una certa distanza e di mettersi alla prova.
si deve continuamente variare assetto e questo implica un notevole sforzo di consapevolezza su come si sta correndo
decido poi per ripetute in salita sui 200mt pendenza 12%, all'interno del boschetto del Montecio, ne faccio 6 e le gambe arrivo a non sentirle più dal male
per concludere in bellezza mi pappo altre 3 ripetute sui 50mt pendenza 25%, a massima spinta
praticamente dopo queste, ogni parte del mio corpo era un dolore, vento forte e acqua a scrosci mi convincono in tutto e per tutto a tornare a casa
Oggi riposo e ci voleva proprio, tutto il corpo ha ringraziato!
domenica 9 dicembre 2012
Relax!
Weekend fuori da ogni schema, relax completo senza corsa!
Mi sono divertito a camminare sulla poca neve di sabato mattina con la famiglia.
Stamattina a letto stavo da Dio e ci sono rimasto! con grande soddisfazione.
Faccio quello che mi sento di fare, in questo periodo ho bisogno di staccare dagli schemi rituali quotidiani.
Anche se sono quelli che mi fanno sentire vivo, a volte è necessario e fondamentale non cercare a tutti i costi la fatica, ...........le batterie sono un pò scariche per voglia e condizione......si ricaricheranno!!!!!
Mi sono divertito a camminare sulla poca neve di sabato mattina con la famiglia.
Stamattina a letto stavo da Dio e ci sono rimasto! con grande soddisfazione.
Faccio quello che mi sento di fare, in questo periodo ho bisogno di staccare dagli schemi rituali quotidiani.
Anche se sono quelli che mi fanno sentire vivo, a volte è necessario e fondamentale non cercare a tutti i costi la fatica, ...........le batterie sono un pò scariche per voglia e condizione......si ricaricheranno!!!!!
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e questo
