Finalmente ho fatto l'ecodoppler e fortunatamente non è risultato nulla di anomalo.
Dico per fortuna perchè a 48 anni non si sa mai cosa può saltare fuori.
Quindi il certificato è andato e non sapete quanto sono contento.
Quest'anno la mira sarà rivolta a gare cautelative, 10k e 20k sul trail non di più, e chiaramente i vertical della zona tipo maistrack.
Insomma un pò le solite gare, a cui toglierò le mezze in piano.
Non se ne parla, almeno fino che non sparirà, se sparirà, il problema al pube.
Attualmente, come detto più volte, la problematica è sotto controllo, con continua e pedissequa azione fatta di foam roller, pallina trigger e ferri vari, tengo decontratta e sciolta la zona.
Sento che gli allenamenti intervallati, le ripetute, non danno fastidio come gli allenamenti in cui non ci sono variazioni.
In effetti se ci si pensa, una falcata costante per molti k, va a stressare sempre gli stessi comparti articolari e muscolari.
Se la devo fare, cerco di variare almeno con la cadenza.
Dunque che un buon anno di corse e gare sia, per me e per tutti voi.
sabato 7 gennaio 2017
venerdì 30 dicembre 2016
No certificato no cambio dell'anno!
E siamo alle solite con la visita agonistica e il mio cuore.
350W di potenza sviluppata in sella al cicloergometro, 125bpm max, pressione 140 80.
Battiti e pressione troppo bassi, cardiologa non se lo spiega e vede qualcosa che non c'era l'anno scorso, vuole andare a fondo della questione per capire se non ci sono anomalie "nascoste".
Io concordo, anche se non ho sintomi di alcunchè, a 48 anni è meglio fare un controllino in più.
Dunque vai di ecodoppler la settimana prossima.
Con ciò il cambio dell'anno di sabato non potrò farlo, amen non casca il mondo, l'importante è essere sicuro che sia tutto apposto.
La situazione pubalgica è stabile, non migliora nè peggiora, certo è che non mi consente di tirare al limite come vorrei, mi avvisa sempre in modo chiaro!
Stare lontano dalle gare dunque non è male anche per questa fantastica patologia.
Non poter fare più quello che facevo prima spavaldamente pesa e non poco, ma dopo un pò ci si convive e come sempre si cerca di tirare fuori il meglio dalla situazione che si vive, altro non posso fare d'altronde.
Per fortuna, come detto più volte non vivo grazie a questo sport, e se una volta lo avrei tanto desiderato, ora realizzo che casino sarebbe se così fosse.
Notte!
350W di potenza sviluppata in sella al cicloergometro, 125bpm max, pressione 140 80.
Battiti e pressione troppo bassi, cardiologa non se lo spiega e vede qualcosa che non c'era l'anno scorso, vuole andare a fondo della questione per capire se non ci sono anomalie "nascoste".
Io concordo, anche se non ho sintomi di alcunchè, a 48 anni è meglio fare un controllino in più.
Dunque vai di ecodoppler la settimana prossima.
Con ciò il cambio dell'anno di sabato non potrò farlo, amen non casca il mondo, l'importante è essere sicuro che sia tutto apposto.
La situazione pubalgica è stabile, non migliora nè peggiora, certo è che non mi consente di tirare al limite come vorrei, mi avvisa sempre in modo chiaro!
Stare lontano dalle gare dunque non è male anche per questa fantastica patologia.
Non poter fare più quello che facevo prima spavaldamente pesa e non poco, ma dopo un pò ci si convive e come sempre si cerca di tirare fuori il meglio dalla situazione che si vive, altro non posso fare d'altronde.
Per fortuna, come detto più volte non vivo grazie a questo sport, e se una volta lo avrei tanto desiderato, ora realizzo che casino sarebbe se così fosse.
Notte!
sabato 24 dicembre 2016
Auguri di Buon Natale
Buon Natale a tutti, con l'augurio che qualunque cosa accada, la speranza sia sempre viva nei nostri cuori.
Con quella si può sempre ripartire.
martedì 22 novembre 2016
Scarpe da trail in gore-tex? Qualche riflessione
Se avete in mente l'acquisto di un paio di scarpe da trail in gore-tex, condivido alcune riflessioni.
Le scarpe in gore-tex che ho avuto modo di usare sono state le salomon speedcross ed attualmente le dynafit feline.
La scarpa in gore rispetto alla sorella normale, ha una suola mediamente più dura, la tomaia è più rigida, e causa la presenza del tessuto gore, pesa il 15% in più.
Insomma ci si trova con un piccolo scarponcino.
Quando piove "a seccie roverse", acqua dappertutto, fango, fiumi d'acqua, si corre in veri e propri acquitrini, la scarpa viene spesso annegata del tutto.
In queste situazioni, il goretex diventa una arma letale, perchè??? perchè dopo che la scarpa ha imbarcato acqua, si corre letteralmente su una vasca piena d'acqua, l'acqua non esce, un disastro.
E' meglio in questo caso avere una scarpa che al contrario dreni l'acqua più possibile.
Dunque a cosa serve la scarpa in goretex????
Bè provo ad esporre la mia esperienza.
Il fatto che sia più rigida, quando si deve mettere il piede su terreni fangosi e melmosi, io lo trovo ottimo, la scarpa si apre un varco e appoggia in modo stabile senza scomporsi.
Ho provato terreni talmente fangosi che mettendo il piede per andare da una parte, lui se ne andava dall'altra.
Se si usa una minighetta tipo questa

si ovviano ai problemi dell'entrata d'acqua da sopra, in caso di pioggia, o annegamento del piede.
E' chiaro che se si vuole guadare un fiume, dobbiamo mettercela via, li servono i stivali e basta.
Quando si deve correre su tratti con erba altina e bagnata, con la scarpa normale dopo qualche decina di metri il piede è inzuppato, ma se è estate non ci sono problemi, d'inverno invece ci sono problemi, significa rimanere con il piede inzuppato e dunque freddo!
Le minighette, quando si vuole correre sulla neve fresca, impediscono l'entrata della neve sulla scarpa, cosa odiosissima e che rende completamente inutile l'avere la scarpa in goretex.
Se si vuole correre sulla neve fresca, la scarpa dà il massimo, sopratutto la dynafit, come nel fango, la scarpa non torce, rimane rigida.
La neve che va in contatto con la tomaia sciogliendosi per il calore del piede, non lo bagna, mentre con la scarpa normale il lavaggio è assicurato.
Per ultimo e non da poco, la scarpa in gore è calda! da usare dai 10 °C in giù altrimenti il piede diventa un colabrodo di sudore.
Quando si è prossimi allo zero o si è sotto, correre con una scarpa in gore fa la differenza, con una scarpa normale, almeno per me, il freddo da veramente fastidio, fino a diventare insopportabile.
Con terreno ghiacciato, per quanto la tassellatura sia aggressiva, non c'è modo di stare in piedi.
Sono necessari i ramponcini e basta.
Dunque alla fine vale la pena o no l'acquisto di una scarpa in goretex?
Si se si corre d'inverno su terreni fangosi, con la neve, pioggia, freddo, con le considerazioni fatte sopra.
No se si è convinti di non bagnarsi i piedi quando si corre su fiume......ah ah.
Se dovessi rifare l'acquisto lo rifarei senza pensarci!
Le salomon speedcross 2 che ho avuto nel passato, mi hanno deluso perchè dopo 1 anno, la tomaia si è tagliata in entrambe le scarpe, a livello del metatarso.
Salomon non è una scarpa che fa per me, ma comunque questa faccenda mi ha deluso, oltre al fatto che la tassellatura se ne è andata solo a guardarla, mentre le dynafit sono ancora come nuove.
Spero di avervi aiutato nel ponderare l'acquisto,
Le scarpe in gore-tex che ho avuto modo di usare sono state le salomon speedcross ed attualmente le dynafit feline.
La scarpa in gore rispetto alla sorella normale, ha una suola mediamente più dura, la tomaia è più rigida, e causa la presenza del tessuto gore, pesa il 15% in più.
Insomma ci si trova con un piccolo scarponcino.
Quando piove "a seccie roverse", acqua dappertutto, fango, fiumi d'acqua, si corre in veri e propri acquitrini, la scarpa viene spesso annegata del tutto.
In queste situazioni, il goretex diventa una arma letale, perchè??? perchè dopo che la scarpa ha imbarcato acqua, si corre letteralmente su una vasca piena d'acqua, l'acqua non esce, un disastro.
E' meglio in questo caso avere una scarpa che al contrario dreni l'acqua più possibile.
Dunque a cosa serve la scarpa in goretex????
Bè provo ad esporre la mia esperienza.
Il fatto che sia più rigida, quando si deve mettere il piede su terreni fangosi e melmosi, io lo trovo ottimo, la scarpa si apre un varco e appoggia in modo stabile senza scomporsi.
Ho provato terreni talmente fangosi che mettendo il piede per andare da una parte, lui se ne andava dall'altra.
Se si usa una minighetta tipo questa

si ovviano ai problemi dell'entrata d'acqua da sopra, in caso di pioggia, o annegamento del piede.
E' chiaro che se si vuole guadare un fiume, dobbiamo mettercela via, li servono i stivali e basta.
Quando si deve correre su tratti con erba altina e bagnata, con la scarpa normale dopo qualche decina di metri il piede è inzuppato, ma se è estate non ci sono problemi, d'inverno invece ci sono problemi, significa rimanere con il piede inzuppato e dunque freddo!
Le minighette, quando si vuole correre sulla neve fresca, impediscono l'entrata della neve sulla scarpa, cosa odiosissima e che rende completamente inutile l'avere la scarpa in goretex.
Se si vuole correre sulla neve fresca, la scarpa dà il massimo, sopratutto la dynafit, come nel fango, la scarpa non torce, rimane rigida.
La neve che va in contatto con la tomaia sciogliendosi per il calore del piede, non lo bagna, mentre con la scarpa normale il lavaggio è assicurato.
Per ultimo e non da poco, la scarpa in gore è calda! da usare dai 10 °C in giù altrimenti il piede diventa un colabrodo di sudore.
Quando si è prossimi allo zero o si è sotto, correre con una scarpa in gore fa la differenza, con una scarpa normale, almeno per me, il freddo da veramente fastidio, fino a diventare insopportabile.
Con terreno ghiacciato, per quanto la tassellatura sia aggressiva, non c'è modo di stare in piedi.
Sono necessari i ramponcini e basta.
Dunque alla fine vale la pena o no l'acquisto di una scarpa in goretex?
Si se si corre d'inverno su terreni fangosi, con la neve, pioggia, freddo, con le considerazioni fatte sopra.
No se si è convinti di non bagnarsi i piedi quando si corre su fiume......ah ah.
Se dovessi rifare l'acquisto lo rifarei senza pensarci!
Le salomon speedcross 2 che ho avuto nel passato, mi hanno deluso perchè dopo 1 anno, la tomaia si è tagliata in entrambe le scarpe, a livello del metatarso.
Salomon non è una scarpa che fa per me, ma comunque questa faccenda mi ha deluso, oltre al fatto che la tassellatura se ne è andata solo a guardarla, mentre le dynafit sono ancora come nuove.
Spero di avervi aiutato nel ponderare l'acquisto,
sabato 12 novembre 2016
Ben tornate Dynafit
Bè si potrei iniziare questo post con un'ammissione di pazzia, ma in realtà non lo è, e tenterò di spiegare il perchè.
Di seguito il delirio!!!!!!!!
Tempo fa feci un bel post sulla fine della mio utilizzo delle scarpe Dynafit, causa ????? scarpe troppo dure o secche come si vuole intendere, e mie articolazioni in frantumi=vendita scarpe.
Da allora avevo tenuto le Dynafit in goretex, con intenzione di venderle, sono sempre state la da febbraio a ........ieri!
Sono passato alle adidas raven boost, scarpe morbidissime, dei veri cuscinotti da salotto.
Dynafit e queste ultime, scarpe non confrontabili perchè di tipologie e adatte a terreni e corse completamente diverse.
Ma io avevo bisogno di scarpe confortevoli, e di fronte ai dolori rilevati, non ci ho pensato due volte a cambiare, anche se come sempre detto, mi dispiaceva un sacco.
Dopo svariate corse, e in particolare la Tagliafuoco versione extreme, ho realizzato i limiti delle raven.
Scarpe fatte per ultratrail, dunque per corse con medi dislivelli e pendenze.
Quando usate su pendenze elevate, sopra il 20% in discesa, e su percorso ricco di rocce e sassi, il boost e la pianta allargata nel tallone, pensata proprio per il comfort e la stabilità, diventano un'arma letale.
Il boost risponde facendo il suo lavoro, ossia ritornando energia, la pianta larga quando appoggia su asperità libere, ossia sassoni, fa ruotare la scarpa, la quale avendo una calzata bassa, genera il continuo ondeggiare del tutto attorno al piede.
Questa miscela micidiale, rende la corsa insicura e assolutamente non lineare, anzi ricca di oscillazioni in verticale e mancanza di controllo.
La rotazione della scarpa, se protratta nel tempo, comincia a levigare il tallone e si possono ricavare fastidiosi raggrinzamenti e vesciche.
Anche sul Summano, Maistrack in particolare.... percorso un pò ripido, ho potuto verificare questa cosa, ricavando discese lente e insicure.
Quando si corre su una discesa ad elevata pendenza, la scarpa deve avvolgere il piede ed essere ferma sul tallone, il tempo di appoggio deve essere minimo, deve appena attutire il colpo e rispondere in modo quasi secco, agilità massima!!!! altrimenti la struttura articolare duole assai.
L'idea di un felino, come quello rappresentato da Dynafit rende bene l'idea.
Bè me la ero messa via, ma nel mio intimo, la voglia di una calzata Dynafit, dopo il ricordo di averle usate per 3 anni, era sempre viva, ma comanda la salute mi dicevo sempre.
Bè cova e cova, ieri non ce lo più fatta, ho ricalzato le feline goretex e sono scappato nel bosco,ho corso ad istinto puro, come sempre, ma al massimo dell'aggressività, aoooo che figata!
E' stato una vera e propria goduria, la calzata Dynafit mi strega, e quando è stato il momento di tornare in discesa, è stato tripudio totale.
Discesa velocissima e scarpa congelata e ferma sul tallone!!!!!
Tempi di reazione minimi, grazie alla risposta secca, torsione della scarpa zero grazie al rinforzo sulla zona mediale.
Chiaramente come detto più volte, con le Dynafit, sia in salita che discesa l'azione di corsa deve essere veloce fluida e precisa, pena la rotazione del piano anca ginocchio tallone, con la conseguente fastidiosa sensazione di sbilanciamento che fa perdere velocità in salita e controllo in discesa.
Ho dunque realizzato che è solo una questione di pendenze, ed io che voglio il massimo da ogni corsa allenamento gara, ora ho ritrovato quello che desideravo.
E' sempre e solo una questione di consapevolezza e conoscenza.
Se con le Dynafit corro su sterrato con pendenza del 10%, sono letteralmente impiantato, bisogna spingere come un pazzo.
Con le raven invece si viaggia e danno il loro meglio!
Dunque dunque mi sono detto, posso portare ancora le mie amate Dynafit, come un bambino con il lecca lecca. Oh siiiiiii!!!!!
La sera stessa mi sono recato in un negozio dove sapevo che le vendevano a prezzo scontato, ed ho ripreso la versione normale.
Di seguito il delirio!!!!!!!!
Tempo fa feci un bel post sulla fine della mio utilizzo delle scarpe Dynafit, causa ????? scarpe troppo dure o secche come si vuole intendere, e mie articolazioni in frantumi=vendita scarpe.
Da allora avevo tenuto le Dynafit in goretex, con intenzione di venderle, sono sempre state la da febbraio a ........ieri!
Sono passato alle adidas raven boost, scarpe morbidissime, dei veri cuscinotti da salotto.
Dynafit e queste ultime, scarpe non confrontabili perchè di tipologie e adatte a terreni e corse completamente diverse.
Ma io avevo bisogno di scarpe confortevoli, e di fronte ai dolori rilevati, non ci ho pensato due volte a cambiare, anche se come sempre detto, mi dispiaceva un sacco.
Dopo svariate corse, e in particolare la Tagliafuoco versione extreme, ho realizzato i limiti delle raven.
Scarpe fatte per ultratrail, dunque per corse con medi dislivelli e pendenze.
Quando usate su pendenze elevate, sopra il 20% in discesa, e su percorso ricco di rocce e sassi, il boost e la pianta allargata nel tallone, pensata proprio per il comfort e la stabilità, diventano un'arma letale.
Il boost risponde facendo il suo lavoro, ossia ritornando energia, la pianta larga quando appoggia su asperità libere, ossia sassoni, fa ruotare la scarpa, la quale avendo una calzata bassa, genera il continuo ondeggiare del tutto attorno al piede.
Questa miscela micidiale, rende la corsa insicura e assolutamente non lineare, anzi ricca di oscillazioni in verticale e mancanza di controllo.
La rotazione della scarpa, se protratta nel tempo, comincia a levigare il tallone e si possono ricavare fastidiosi raggrinzamenti e vesciche.
Anche sul Summano, Maistrack in particolare.... percorso un pò ripido, ho potuto verificare questa cosa, ricavando discese lente e insicure.
Quando si corre su una discesa ad elevata pendenza, la scarpa deve avvolgere il piede ed essere ferma sul tallone, il tempo di appoggio deve essere minimo, deve appena attutire il colpo e rispondere in modo quasi secco, agilità massima!!!! altrimenti la struttura articolare duole assai.
L'idea di un felino, come quello rappresentato da Dynafit rende bene l'idea.
Bè me la ero messa via, ma nel mio intimo, la voglia di una calzata Dynafit, dopo il ricordo di averle usate per 3 anni, era sempre viva, ma comanda la salute mi dicevo sempre.
Bè cova e cova, ieri non ce lo più fatta, ho ricalzato le feline goretex e sono scappato nel bosco,ho corso ad istinto puro, come sempre, ma al massimo dell'aggressività, aoooo che figata!
E' stato una vera e propria goduria, la calzata Dynafit mi strega, e quando è stato il momento di tornare in discesa, è stato tripudio totale.
Discesa velocissima e scarpa congelata e ferma sul tallone!!!!!
Tempi di reazione minimi, grazie alla risposta secca, torsione della scarpa zero grazie al rinforzo sulla zona mediale.
Chiaramente come detto più volte, con le Dynafit, sia in salita che discesa l'azione di corsa deve essere veloce fluida e precisa, pena la rotazione del piano anca ginocchio tallone, con la conseguente fastidiosa sensazione di sbilanciamento che fa perdere velocità in salita e controllo in discesa.
Ho dunque realizzato che è solo una questione di pendenze, ed io che voglio il massimo da ogni corsa allenamento gara, ora ho ritrovato quello che desideravo.
E' sempre e solo una questione di consapevolezza e conoscenza.
Se con le Dynafit corro su sterrato con pendenza del 10%, sono letteralmente impiantato, bisogna spingere come un pazzo.
Con le raven invece si viaggia e danno il loro meglio!
Dunque dunque mi sono detto, posso portare ancora le mie amate Dynafit, come un bambino con il lecca lecca. Oh siiiiiii!!!!!
La sera stessa mi sono recato in un negozio dove sapevo che le vendevano a prezzo scontato, ed ho ripreso la versione normale.
La versione X7 che avevo preso tempo fa, con la chiusura a boa, non mi aveva soddisfatto, dopo un pò bisognava sempre fermarsi per ridare qualche giro
Non ha senso avere peso in più e spendere di più, per un meccanismo che non tiene nel tempo l'allacciatura, mi sono detto no.
Ho provato per curiosità, ancora Saucony Peregrine, poi Salomon speedcross pro, Sense lab, Nike, New Balance, no no, proprio non ci siamo.
Il mondo Dynafit è unico per me e non ha paragoni, il modo in cui fascia il piede e la sagoma della pianta del piede, mi stregano letteralmente.
Le adidas raven mi sono andate bene e mi vanno ancora bene, perchè confortevoli, le utilizzerò per gli allenamenti o gare a pendenze medie o nulle, ma dove ci saranno sassi, rocce, terreno altamente sconnesso, qua comanderanno le mie amate Dynafit!!!!
Dunque vendo un paio di scarpe e poi le ricompro, forte no?
Si proprio direi un bel cogli......noo dai, la questione scarpe è una fissa per ognuno di noi runner, e l'esplorazione continua.
Intanto gli aggiornamenti sulla situazione pubalgica, danno la sintomalotogia costantemente rompi!
Lei c'è, mi permette di correre, ma quando supero un certo livello di sforzo, si fa sentire e da fastidio.
Dunque il buon senso, mi dice di saltare anche il trail di San Martino.
Peccato mi sarebbe piaciuto molto fare un gara nuova, ma so che poi starei male veramente.
Dunque rinunciamo, e poniamo attenzione alle 10 miglia dell'aurora di dicembre .
Proverò ad allenarmi ed ad osare, sempre con il limite di arrivare a capire se posso provarci o non ha senso.
Non mi faccio più problemi a rinunciare, guai fisici ne ho passati molti, ma questa della pubalgia è veramente, come ho sempre sentito dire, una patologia tosta e dura a guarire.
Dicono che l'unica sia riposo assoluto, altrimenti diventa cronica e non va più via.
Confermo che è così, ma io di stare almeno 20 gg fermo proprio non ci riesco, per ora è fastidio e la tengo sotto controllo, speriamo bene.
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